Marte o anche “il Pianeta Rosso”, la prossima frontiera della conquista dell’uomo allo spazio, ha recentemente mostrato i dettagli di una delle sue caratteristiche più singolari:

Un gigantesco cratere colmo di acqua perennemente ghiacciata

Le immagini di Marte sono state condivise dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e ritraggono il cratere di Korolev, che misura 83 chilometri di diametro e ha un accumulo di 1,8 chilometri di profondità, per un totale di 2.200 chilometri cubi di acqua ghiacciata.

Sotto, la vista piana del cratere. L’immagine è in alta risoluzione e si può ingrandire per apprezzarne i dettagli. Fotografia condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via ESA:

Per fare un paragone “terrestre”, è grande quanto il Great Bear Lake del Canada, il settimo lago più grande al mondo. Nonostante le fotografie sembrino una singola immagine, sono il risultato di una serie di scatti composti ad altissima risoluzione, che consentono all’osservatore di osservare la superficie del pianeta con un eccellente livello di dettaglio. Le differenti fotografie sono state elaborate per ottenere due differenti prospettive del lago, una perfettamente dall’alto e una obliqua.

Sotto, la vista obliqua del cratere. L’immagine è in alta risoluzione e si può ingrandire per apprezzarne i dettagli. Fotografia condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via ESA:

Perché l’acqua rimane ghiacciata?

Lo spiega l’ESA in un comunicato stampa. “L’acqua ghiacciata è dovuta a un interessante fenomeno noto come trappola fredda. Il fondo del cratere è profondo circa 2 chilometri sotto al bordo del cratere. Le parti più profonde gelano l’aria soprastante, e intrappolano l’aria che si raffredda e affonda verso il centro del cratere, creando uno strato di aria gelida che si trova costantemente sopra il ghiaccio stesso. Questo strato di aria ghiacciata si comporta come uno scudo che consente al ghiaccio di rimanere stabile, che non si riscalda e non si fonde mai”.

La sonda Mars Express ha iniziato la sua missione il 2 giugno del 2003, e ha raggiunto Marte sei mesi dopo, entrando nella sua orbita il 25 dicembre 2003. Le nuove immagini del cratere Korolev sono un fantastico risultato dell’impegno Europeo nella corsa allo spazio.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...