Anche se può apparire inverosimile al giorno d’oggi, fino a non troppi decenni fa le donne potevano correre il rischio di essere arrestate per il tipo di abbigliamento che indossavano. Ancora nel 19° secolo, le signore europee avevano bisogno di un’autorizzazione speciale per indossare abiti maschili, mentre negli Stati Uniti, nel 1938, Helen Hulick fu arrestata per essersi presentata in tribunale (come testimone) indossando dei pantaloni.

Chicago, 1922 – Una donna viene arrestata perché indossa un costume da bagno ridotto

Anche riuscire a indossare un costume da bagno, e non ingombranti vestiti lunghi, corredati da pantaloni, non fu così semplice: agli inizi del ‘900 scoprire gambe e braccia era considerata una cosa indecente, in particolare negli Stati Uniti d’America.

Chicago, 1922 – Donne portate via dalla spiaggia per i loro costumi

E c’erano leggi a salvaguardia della pubblica moralità, leggi che avevano bisogno di un metro da sarta per controllare quanti centimetri di pelle una donna avesse il diritto di scoprire in pubblico. D’altro canto, nemmeno gli uomini potevano presentarsi in spiaggia a torso nudo, ma dovevano indossare un “monopezzo” simile a un costume intero.

Anni ’20 negli Stati Uniti: un poliziotto controlla le misure dei costumi da bagno

Fino ai primi anni del ‘900, le donne dovevano indossare, sia per stare in spiaggia sia per fare il bagno, vestiti che le coprissero interamente, con dei pesi nell’orlo della gonna, in modo che non si sollevasse mentre erano in acqua.

Chicago, 1922


Poi, nel 1908, la nuotatrice Annette Kellerman ideò il primo costume da bagno intero per signora. Fu arrestata, neanche a dirlo, sulla spiaggia di Boston, per aver osato mettere in mostra braccia e gambe. La Kellerman poi modificò il modello, allungando il pantalone e aggiungendo maniche e colletto, mantenendo però l’aderenza del costume.

Annette Kellerman con il costume che la fece arrestare


Paradossalmente, l’arresto della Kellerman rese popolare la sua invenzione: i costumi iniziarono a ridursi, togliendo le maniche e ampliando la scollatura sul davanti e soprattutto sul lato posteriore, mentre nuovi tessuti, come il rayon, rendevano l’abbigliamento da spiaggia più comodo e pratico.

Palm Beach – 1925

In Europa invece, già negli ’30, qualche attrice osava indossare un costume a “due pezzi”, che non doveva però scoprire l’ombelico.

L’uso del “due pezzi” si diffuse negli Stati Uniti solo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la carenza di tessuti impose una riduzione anche sulla quantità di stoffa da utilizzare per l’abbigliamento da spiaggia.

Washington, 1922 – Un poliziotto controlla che il costume non scopra più di 15 cm di pelle sopra il ginocchio


Poi dalla Francia arrivò il bikini, nel 1946, così scandaloso e indecente che il suo stesso inventore, Louis Réard, lo descrisse come un “costume da bagno a due pezzi che rivela tutto di una ragazza, tranne il nome da nubile di sua madre”

Rimini, 1957 – Un vigile multa una ragazza che indossa il bikini

Ancora nel 1957 una rivista di moda affermava che “è quasi inutile sprecare parole sul cosiddetto bikini, perché è inconcepibile che qualsiasi ragazza dotata di tatto e decenza possa mai indossare una cosa del genere.” D’altronde, il peccaminoso bikini, era bandito dalle spiagge francesi (solo quelle sull’Atlantico), spagnole, portoghesi, australiane e di alcuni stati degli USA. E, ovviamente, anche da quelle italiane. Altri tempi, altri costumi…

Categorie: Moda e Costume

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.