L’11 Febbraio del 1903 i membri della dinastia dei Romanov e la migliore aristocrazia russa furono protagonisti di uno dei più grandi e fastosi balli in maschera del XX secolo. Fuori dal Palazzo d’Inverno, si addensavano le nubi delle rivolte operaie che portarono, diversi anni dopo, all’abdicazione forzata dello Zar Nicola II e alla morte di tutta la sua famiglia.

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Sotto, la fotografia della Signorina Anastasiya Korsakova:

14 anni prima andò in scena quello che sarà soprannominato, dagli storici successivi:

L’ultimo grande ballo dei Romanov

L’evento fu dedicato al 290° anniversario della dinastia russa, all’epoca una delle famiglie regnanti più antiche d’Europa e probabilmente l’unica che aveva mantenuto un potere monarchico quasi assoluto.

Lo Zar Nicola II e la moglie Alessandra:

Di quel ballo rimangono le fotografie d’epoca, colorate dall’artista russa Olga Shirnina, che consentono di ammirare la magnificenza dei vestiti realizzati per l’occasione. I 400 ospiti arrivarono in abiti in stile seicentesco tempestati di gioielli, creati sulla base dei disegni dell’artista russo Sergey Solomko.

La Principessa Elisabetta Obolensky:

Le signore di corte indossavano vestiti ricamati con pietre preziose e kokoshnik (copricapo) adornati con i migliori gioielli di famiglia, mentre gli uomini indossavano dei caftani riccamente decorati.

I Romanov presero 38 oggetti reali del XVII secolo dall’Armeria di Mosca

Nicola si vestì con il broccato d’oro di uno zar del XVII secolo, Aleksey Mikhaylovich, e sua moglie Alessandra indossò le vesti della prima moglie di Aleksey Mikhaylovich, l’imperatrice Mariya Ilinichna Miloslavskaya.

Lo Zar Nicola II:

L’abito di broccato della zarina era decorato con satin argento e perle sormontato da una corona tempestata di diamanti e altre pietre, mentre al collo esibiva un gigantesco smeraldo. Tutti i gioielli vennero scelti dal gioielliere di corte Peter Carl Fabergé.

Si stima che oggi questo vestito costerebbe circa 10 milioni di euro

Nicola e Alessandra erano sposati da nove anni al momento del ballo, ed erano i genitori di quattro ragazze: Olga, Tatiana, Marie e Anastasia. L’anno dopo il grande evento Alessandra diede alla luce un figlio, Alexei, malato di emofilia, una drammatica malattia genetica che i genitori cercarono di nascondere.

Cornette Kolioubakine:

Decine di Romanov erano riuniti al ballo in maschera per festeggiare, ma la Regina Alessandra non godeva di grande popolarità, e l’avversione per la “tedesca” si acuì sensibilmente nel corso del decennio successivo.

Foto di gruppo:

Robert K. Massie, nel suo libro “Nicola e Alessandra”, descrive la San Pietroburgo dell’inizio del secolo: “Era il centro di tutto ciò che era avanzato nella vita russa. Le sue grandi compagnie operistiche e di balletto, le sue sinfonie e orchestre da camera suonavano la musica di Glinka, Rimsky-Korsakov, Borodin, Mussorgsky e Tschaikovsky; i suoi cittadini leggevano Pushkin, Gogol, Dostoevskij, Turgenev e Tolstoj. Ma la buona società parlava francese, non russo, e i migliori vestiti e mobili venivano ordinati da Parigi…La “stagione” di San Pietroburgo iniziò il giorno di Capodanno e durò fino all’inizio della Quaresima“.

La Contessa Keller, nata Principessa Schakhovskoy:

Nelle immense campagne russe si trovavano povertà e repressione politica. Il granduca Alexander Mikhailovich, cognato dello zar Nicola, ricordò, anni dopo: “Mentre ballavamo si verificavano numerosi scioperi operai a San Pietroburgo, e molte nuvole si stavano radunando nell’estremo oriente russo“. Il Granduca Alexander, fuggì in Crimea con la sua famiglia durante il periodo della rivoluzione russa, e furono salvati dalla nave da guerra britannica HMS Marlborough nel 1919.

Alexander Mikhailovich:

La famiglia dello Zar Nicola, come noto, venne uccisa il 17 Luglio del 1918, ponendo fine a una delle più potenti dinastie reali d’Europa.

La Baronessa Emma Freedericksz:

La Principessa Kudasheva:

La Granduchessa Ksenia Alexandrovna:

La Principessa Olga Orlova:

La signorina Alexandra Taneeva:

La famosa aristocratica Zinaida Yusupov:

La Principessa E.V. Baryatinskaya:

La dama Tatischeva:

La Contessa Elisabetta Moussine-Pushkina:

La contessa Fersen, nata Princess Dolgoruky:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...