Gli Inuit sono i popoli nativi che abitavano tradizionalmente la regione circumpolare settentrionale dalla Siberia orientale (Russia), dell’Alaska (Stati Uniti), del Canada e della Groenlandia (Danimarca). Oggi sono quasi estinti in Russia ma rappresentano ancora un gruppo numeroso nel continente americano. I loro usi e costumi sono somiglianti a quelli dei nativi americani continentali, come ad esempio l’assenza del concetto della proprietà privata e l’assenza di gerarchie definite, ma il loro modo di vita si è adattato al difficile ambiente artico dove vivono.

Gli Inuit che vivono in zone in cui si trova il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato, sono oggi circa 120.000, distribuiti principalmente fra Canada, Alaska e Groenlandia, con un piccolo gruppo di circa 1.600 abitanti in Siberia. Al tempo delle fotografie di questa galleria, la popolazione doveva essere superiore in numero, ma non esistono dati certi sull’evoluzione demografica di questi popoli, tanto geograficamente distanti fra loro.

Sotto, mappa di distribuzione degli Inuit al circolo polare Artico:

Le prime testimonianze di popolazioni che si spinsero tanto a nord risalgono a circa 5.000 anni fa, ma i moderni Inuit vengono identificati con certezza come discendenti del popolo “Thule”, che giunse in Groenlandia nel 500 dopo Cristo e in Canada nell’anno 1.000 circa.

Sotto, una fotografia scattata ad inizio ‘900 con diversi Inuit in abiti tradizionali:

Da allora i contatti con popolazioni esterne furono pochissime, anche se i nativi americani delle tribù degli Algonchini li chiamarono certamente “Eschimesi”, che significa “Mangiatori di carne cruda”, una parola che venne considerata per lungo tempo un appellativo dispregiativo dagli stessi Inuit.

Un cacciatore con le racchette, diversi arpioni e una slitta:

Il popolo Inuit sviluppò nel corso dei secoli usi e costumi propri, come una propria religione, ma anche un proprio sistema di navigazione, basato sulle “mappe tattili”, ed un proprio sistema di caccia basato su appostamenti temporanei realizzati con gli Igloo, navigazione per mezzo di Kayak e spostamenti attraverso la desolata Tundra artica. La loro sussistenza è ancor oggi principalmente basata sulla caccia, ma le leggi di tutela internazionale per i grandi cetacei e le foche, sterminate non certo dai (pochi) Inuit ma dai pescherecci e baleniere internazionali, hanno messo a dura prova l’esistenza stessa di queste antichissime popolazioni, che oggi registrano tassi di suicidio, alcolismo e morte per cause sociali molto più elevati rispetto al passato.

Una famiglia di Inuit si dedica alla costruzione di un Igloo nel 1924:

Gli Inuit furono tra le popolazioni meno colpite dall’invasione delle Americhe da parte dei coloni europei, e per questo riuscirono a mantenere una propria identità culturale, tanto interessante che alcuni di loro, a inizio ‘900, vennero esposti in Zoo in giro per l’Europa.

Una famiglia Inuit fotografata nel 1929 nei pressi di Noatak in Alaska:

Oggi le popolazioni sono minacciate dall’abbondanza di risorse nei propri territori, che potrebbero diventare il nuovo terreno di conquista dell’uomo bianco, e dai limiti imposti alla caccia (ad esempio come quello alle balene ma anche alle foche) imposti dalle leggi internazionali.

Un uomo della tribù Umingmaktormiut:

Il mantenimento di queste antiche popolazioni è a rischio, così come i cambiamenti climatici, che erodono progressivamente terreno ghiacciato all’Artico, stanno velocizzando un processo di integrazione obbligata degli Inuit nel mondo della società occidentale.

Un uomo legge il “The Saturday Evening Post” nel 1913:

Un cacciatore di fronte ad un orso polare, ucciso nel 1924:

Un Inuit ascolta la musica con un grammofono, nel 1921:

Una fotografia scattata vicino Nome in Alaska, ad inizio ‘900:

Un uomo in Kayak fotorafato da Edward Curtis, il fotografo che girò tutti gli Stati Uniti e il Canada fotografando le tribù di nativi prima che scomparissero:

Una donna pesca attraverso un foro nel ghiaccio nei pressi di Nome, in Alaska:

Ritratto di una donna Inuit nel 1907:

Interno di un’abitazione Inuit dove si vedono diverse racchette da neve e molte pelli di animali:

Tre bambini Inuit a Nome:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...