Il 1910 fu l’anno in cui il popolo messicano rialzò la testa, e decise di conquistare quella libertà ed uguaglianza così a lungo calpestata dal generale-dittatore Porfirio Diaz. Iniziò la Rivoluzione Messicana, una terribile guerra civile che, nell’arco di un decennio, provocò la morte di circa un milione di persone: una lotta di ideali e di potere che cambiò per sempre il volto del Messico.

Lo sciopero dei minatori a Cananea- 1906

Le prime scintille di questa guerra intestina cominciarono a bruciare nel 1906, durante uno sciopero dei minatori di Cananea, che guadagnavano circa un peso a fronte dei dieci percepiti dai loro colleghi americani per lo stesso lavoro. I minatori iniziarono uno sciopero che culminò in una sommossa, durante la quale persero la vita 23 persone.

Pancho Villa ed Emiliano Zapata, seduti al centro della foto

Il presidente Porfirio Diaz, che governò il paese alla stregua di un dittatore per 27 anni, chiamò in aiuto i Rangers americani, come supporto contro gli scioperanti, ma questa decisione fece ulteriormente inferocire il popolo messicano.

Pancho Villa

Cominciò così la lotta per il potere tra i sostenitori e gli oppositori di Diaz, che culminò con l’elezione dell’avversario del generale, Francisco Madero, nel 1911.

Francisco Madero

La guerra però era tutt’altro che finita.

Il nuovo presidente non ebbe l’appoggio dei vecchi sostenitori che lo accusavano di aver tradito gli ideali rivoluzionari, e nemmeno quello dei membri del precedente governo, e finì assassinato, nel 1913.

Emiliano Zapata entra a Città del Messico

La rivoluzione messicana, divenuta simbolo della lotta di classe in tutto il mondo, si trasformò in una guerra fratricida, dove i diversi capi rivoluzionari si combattevano, e uccidevano, a vicenda.

Rivoluzionari giustiziati

In tutto quel caos, intervennero gli Stati Uniti e la Germania, a sostegno di quei leader che reputavano più utili ai propri interessi.

Soldati americani si preparano ad andare a combattere in Messico

La violenza era così diffusa in tutto il paese, che circa 200.000 persone cercarono rifugio oltre confine, in Texas. Iniziò così quel flusso di emigrazione verso gli Stati Uniti che, da allora, non è mai cessato.

Messicani diretti al confine con il Texas

Sul ponte, verso El Paso e il Texas

Gli ideali di libertà ed uguaglianza che diedero inizio alla Rivoluzione, richiamarono in Messico molti giovani idealisti, che volevano partecipare a questa lotta dei poveri contro i ricchi.

Rivoluzionari

…e rivoluzionarie

Dagli Stati Uniti partirono molti volontari, non tutti spinti da motivi ideali: tra loro c’erano avventurieri, disoccupati e nostalgici del vecchio Far West. Arrivò in Messico anche Peppino Garibaldi – nipote del più famoso Giuseppe – che guadagnò sul campo il grado di tenente colonnello.

La battaglia di Ciudad Juarez, a cui partecipò anche Peppino Garibaldi

La lotta armata proseguì fino agli inizi degli anni ’20, anche se la nuova Costituzione messicana fu stata promulgata nel 1917.

Era la prima costituzione al mondo nella quale venivano riconosciuti diritti e garanzie per i lavoratori, era prevista la possibilità di espropriare i terreni ai grandi latifondisti, per attuare la riforma agraria, e veniva sancita anche una limitazione dei poteri del clero.

Città del Messico

I rivoluzionari messicani hanno cambiato per sempre il volto del Paese, anche a costo della vita, facendo proprie le parole di Emiliano Zapata:

E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

Il leader rivoluzionario Emiliano Zapata, difensore dei diritti dei contadini, che nel 1914 rifiutò la carica di Presidente, fu assassinato nel 1919, per ordine di Venustiano Carranza, che apparteneva ad una fazione legata alla borghesia agraria.

Il paese si pacificò solo nei primi anni ’20, sotto la presidenza di Plutarco Elias Calles.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.