Le immagini di questa galleria si riferiscono all’apertura di Disneyland California, nel 1955. Il risalto dell’evento, anche a livello mondiale, fu davvero enorme. Era il 17 luglio del 1955, e una folla oceanica era in attesa di attraversare il ponte levatoio della Bella Addormentata per entrare in un luogo da sogno.

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Anaheim era una sonnolenta cittadina californiana, e la zona intorno non era molto di più che ettari ed ettari di aranceti. Poi arrivò Walt Disney, il genio dell’immaginazione fantastica. L’idea iniziale di Disney era quella di costruire un parco vicino allo studio Burbank per i suoi dipendenti e le loro famiglie (!) ma i piani cambiarono decisamente con l’evolversi del progetto e il suo sogno crebbe di conseguenza.

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Comprò oltre 160 ettari di quei boschi assonnati d’arance vicino ad Anaheim, per costruire il suo regno magico. Il piano originale prevedeva una spesa da 9 milioni di dollari per 45 ettari di parco. Ma alla fine, gli ettari divennero 65 e il costo 17 milioni di dollari. Il giorno dell’apertura fu un grande evento di gala, ed erano presenti Art Linkletter e Bob Cummings, Ronald Reagan e il governatore della California, il tutto in diretta TV sulla ABC.

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Nel 1955 il parco era costituito da 5 “terre”: Main Street, Fantasyland, Adventureland, Frontierland, e Tomorrowland. Molte delle attrazioni, anche al momento dell’inaugurazione, non erano ancora finite. Adventureland aveva un solo giro: il Jungle Cruise. Tomorrowland aveva delle mostre di oggetti dal futuro e pochi giochi a tema. Tutti i punti di riferimento attuali erano assenti nel 1955: non c’erano né il Cervino né la monorotaia.

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C’erano giostre e mostre che sono ormai solo un ricordo del passato: la Hall of Fame dell’alluminio, Rocket to the Moon, 20.000 leghe sotto i mari, E Space Station X-1 in Tomorrowland, e le passeggiate sulla diligenza a Frontierland. Fantasyland aveva corse che sono ancora aperte oggi: King Arthur Carousel, Biancaneve Adventures, Dumbo e Wild Ride con il bambino-terribile Mr. Toad, ma mancava “Autopia” (1956), e “It’s a Small World” (1966).

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Quel giorno del 1955, anche se ancora non lo sapeva, Disney inaugurò quello che sarebbe diventato uno dei business principali della sua azienda, e che avrebbe fatto esplodere la mania “parchi a tema” in tutto il mondo.

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Di quei tempi fantastici oggi ci rimane solo il ricordo, che fu l’inizio di un impero del mondo del parco dei divertimenti senza eguali al mondo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...