A seguito della rivoluzione iraniana del 1979, il governo del paese impose alle donne di indossare abiti larghi ed un velo che ne copra i capelli. Molte donne hanno elaborato uno stile creativo con cui risultare comunque alla moda e attraenti, ma la privazione di libertà di un abbigliamento “imposto” è un boccone amaro da digerire. Durante tutta la lunghissima storia della Persia, il nome storico della zona che comprende l’Iran, le donne utilizzavano trucchi, indossavano gioielli e tingevano i capelli. Realizzavano abiti elaborati e sgargianti, risultando quindi delle vere e proprie creatrici di stile a livello mondiale.

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Una donna persiana seguiva sostanzialmente alcune regole di stile comune a tutte nella società. Si legge in uno scritto di tarda epoca Qajar (1785-1925):

I capelli delle donne persiane sprigionano lusso e sono sempre lunghi. Sono quasi sempre tinti di rosso o di indaco con sfumature blu e nere. I capelli biondi non vengono apprezzati. Gli occhi azzurri non sono rari, ma quelli marroni sono la regola. Un viso molto chiaro è ammirato, ma la carnagione scura (chiamata Namak) è l’idea originaria della massima bellezza. Le sopracciglia sono allargate e dipinte per arrivare a congiungersi, e il colore viene utilizzato liberamente per dipingere il volto“.

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Oggi il velo sui capelli è imposto, e viene chiamato “rusari” in Persiano, ed un tipo di copricapo comune fra studenti ed impiegati governativi è il “maghnae“.

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Le donne hanno continuato a guadagnare diritti politici e sociali sino all’epoca della rivoluzione iraniana, cui hanno partecipato a tutti i livelli. Pochi mesi dopo la formazione della Repubblica Islamica Iraniana, guidata da Khomeini, molti diritti furono abrogati.  Nel 2003 Shirin Ebadi, primo avvocato donna dell’Iran, vinse il premio Nobel per la Pace, ma la sua lotta per i diritti delle donne è tutt’altro che conclusa, ed oggi è in esilio auto-imposto all’estero per sfuggire all’arresto.

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La libertà di vestire, così come di ricoprire cariche pubbliche, è sensibilmente diminuita dall’epoca della rivoluzione Iraniana.

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Rispetto alle foto precedenti la Repubblica dell’Iran, oggi le donne hanno molta meno libertà, un’imposizione assurda se si pensa all’epoca internazionale in cui viviamo.

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Anche se le cose stanno lentamente cambiando, oggi le donne in Iran non godono certamente delle libertà di un moderno stato occidentale, una circostanza assurda se si pensa che la Persia è una delle culle della civiltà mondiale.

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Donna in abito di Jeans:

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Per le Strade di Teheran:

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In un parco della capitale:

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Teheran sotto la neve:

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Un gruppo di donne con i bambini al parco giochi:

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Una coppia si studentesse:

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Al mare:

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Fotografia di gruppo in Tailleur:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...