L’influenza spagnola è il termine usato per indicare una pandemia universale che si diffuse fra il 1918 e il 1920. Nonostante non sia famosa come la “Peste Nera” medievale, la spagnola, come venne da tutti ribattezzata, provocò un numero mai visto di morti:

50 – 100 milioni di persone morirono nel giro di poco più di un anno

I decessi stroncarono dal 3 al 5% della popolazione mondiale, con un inusuale tasso di mortalità dei giovani fra i 25 e i 34 anni.

Due donne parlano attraverso le maschere antinfluenzali durante l’epidemia:

Sotto, un grafico mostra la differenza fra la mortalità influenzale secondo le varie età tra l’epidemia del 1918 e le precedenti epidemie. Nelle ordinate sono mostrati i decessi per 100.000 persone in ogni fascia di età per gli anni interpandemici 1911-1917 (linea tratteggiata) e l’anno pandemico 1918 (linea continua), mentre nelle ordinate sono riferite le età dei decessi:

L’insolito picco di morti per le età intermedie non ha una spiegazione scientifica certa. Una fra le ipotesi vuole che le persone più adulte (dai 40 ai 65 anni circa) potrebbero aver beneficiato della protezione delle difese immunitarie sviluppate durante l’influenza russa degli anni 1889-1890, e quindi risultarono meno sensibili al virus. Una seconda spiegazione, concorrente e non discordante rispetto alla prima, dimostra che il virus innescava una tempesta di chitochine da parte di un sistema immunitario più forte, che portava infine alla morte il paziente. Giovanissimi (5/14 anni) e adulti (40/65 anni) erano quindi meno soggetti a questo esubero di produzione di chitochine.

A sinistra: un’infermiera in un ospedale da campo va a prendere l’acqua. A destra: una dattilografa di New York lavora mentre indossa una maschera:

La maggiore concausa storica che portò alla morte un tale numero di persone fu certamente la Prima Guerra Mondiale, che vide milioni di soldati fermi al fronte infettarsi l’un con l’altro durante una guerra che era ormai di posizione.

La guerra e un virus influenzale particolarmente letale causò la morte di un numero mai visto di esseri umani

Un uomo prepara uno spray anti-influenza per gli autobus della General Omnibus Co. di Londra (2 marzo 1920).

Fra tutte le centinaia di milioni di persone infettate (500 milioni circa) la spagnola mieté maggiori vittime fra le donne incinte, con un tasso di mortalità che è compreso fra il 23 e il 71%.

Come si moriva di spagnola?

I sintomi erano macabri: i pazienti soffrivano di febbre e di difficoltà respiratorie. La mancanza di ossigeno tingeva di bluastro i volti degli infetti, mentre un’emorragia riempiva loro i polmoni di sangue e provocava un vomito continuo e sangue dal naso, con le vittime che morivano soffocati dai propri stessi fluidi. L’influenza favoriva inoltre la contrazione della polmonite, che spesso provocava la morte del paziente a causa di un organismo già fortemente debilitato.

A sinistra: un conduttore di tram di Seattle, Washington, rifiuta l’ingresso a un pendolare che non indossa una maschera. Le precauzioni prese in città richiedevano ai passeggeri di indossare maschere sui mezzi pubblici. A destra: uno spazzino di New York indossa una maschera:

 
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Perché “Spagnola”?

Il termine “spagnola” non deve trarre in inganno. La pandemia non ebbe origine in Spagna, né tantomeno fu in quello stato che colpì con maggiore violenza. Il suo nome è diretta conseguenza della Prima Guerra Mondiale. La Spagna era infatti uno dei pochi paesi non coinvolti nel conflitto, e la stampa poteva esporre i fatti senza censura. Le testate spagnole furono quindi per diverso tempo le uniche a parlare della pandemia, al contrario di Germania, Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Italia e Austria. Fra le tante persone colpite vi fu anche il Re di Spagna, Alfonso XIII, che portò l’influenza a un grado di elevata popolarità.

I primi casi ufficiali della pandemia di influenza spagnola del 1918 furono registrati a Camp Funston, un campo di addestramento dell’esercito statunitense in Kansas, dove il reparto di emergenza influenzale deteneva i pazienti:

La Spagnola è la pandemia più grave della storia?

Se a livello di valore assoluto i morti furono in numero maggiore rispetto a qualsiasi altra epidemia della storia, in un articolo dell’Atlantic del 2016 si indica in altre due pandemie il tasso di mortalità peggiore della storia.

Citiamo:

La peste nera del 1340 uccise più del 10% della popolazione mondiale. Otto secoli prima, un’altra epidemia del batterio Yersinia pestis – la “Peste di Giustiniano” nel 541 e 542 – uccise tra i 25 e i 33 milioni di persone, equivalente a una percentuale compresa tra il 13 e il 17% della popolazione mondiale di quell’epoca“.

Due pazienti indossano un ugello antinfluenzale nel 1919:

In particolare, la peste del XIV secolo, nel corso di epidemie a più riprese, uccise fra i 75 e i 200 milioni di persone. Nonostante abbia ucciso meno persone nel corso di poco tempo (la spagnola uccise fra i 50 e i 100 milioni di persone in poco più di un anno), le conseguenze del morbo furono certamente più gravi rispetto a quelli dell’influenza dell’inizio del XX secolo.

I poliziotti di Seattle indossano maschere antigas protettive durante l’epidemia di influenza. 1918:

Alcuni giocatori di baseball non identificati indossano maschere antinfluenzali. 1918:

A sinistra: un’infermiera della Croce Rossa indossa una maschera per cercare di ridurre la diffusione dell’influenza, nel 1918. A destra: un poliziotto statunitense indossa una “maschera antinfluenzale”:

Sotto, lo storico della Medicina Mauro Capocci spiega la storia dell’influenza Spagnola:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...