Hachikō, un cane di razza Akita Inu bianco, nacque il 10 novembre del 1923 in una fattoria situata a Ōdate, nella prefettura di Akita, in Giappone. Nel 1924, Hidesaburō Ueno, professore nel dipartimento di agricoltura dell’Università Imperiale di Tokyo, prese con sé “Hachi” (traducibile in “Otto”, vero nome del cane, cui viene aggiunto il kō come vezzeggiativo) e lo portò a vivere a Shibuya, un quartiere di Tokyo.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Hachiko:

Ueno si recava tutti i giorni al lavoro con il treno, partendo e tornando dalla stazione di Shibuya (oggi sull’incrocio più trafficato al mondo). I due amici facevano il percorso sino alla fermata e poi il professor Ueno raggiungeva l’Università. Hachikō stava in giro fino all’ora di sera, quando il professor Ueno tornava da lavoro, e lo raggiungeva alla stazione per poi tornare insieme a casa.

La routine fu spezzata il 21 maggio del 1925, quando Ueno non tornò

Il professore fu colpito da un Ictus durante una lezione e morì improvvisamente. Il giovane Hachikō durante i successivi 9 anni, 9 mesi e 15 giorni tornò alla stazione all’orario di arrivo del treno, aspettando invano il proprio padrone.

Il bellissimo e fedele cane attirò l’attenzione degli altri pendolari, ma ci volle un po’ prima che la gente capisse la situazione. Durante i primi anni le reazioni delle persone alla stazione non furono amichevoli, ma un articolo del 4 Ottobre del 1932 fece diventare il cane una celebrità locale, e le persone che frequentavano la stazione iniziarono a portargli del cibo.

Qualche tempo prima uno degli studenti di Ueno, Hirokichi Saito, appassionato della razza Akita, vide il cane alla stazione e lo seguì nel suo percorso di ritorno. L’uomo lo seguì sino a casa di Kuzaboro Kobayashi, ex giardiniere di Ueno, che gli raccontò la storia del cane e del suo padrone.

Saito iniziò una ricerca sugli Akita di razza in tutto il Giappone, e fu in grado di trovarne soltanto 30, tra cui Hachikō della stazione di Shibuya. Hirokichi tornava spesso a visitare Hachikō, e nel corso degli anni pubblicò numerosi articoli sulla straordinaria lealtà del cane. Nel 1932, uno dei suoi articoli, pubblicato sull’Asahi Shimbun, diede al cane la celebrità nazionale.

Hachikō divenne una star conosciuta in tutto il Giappone

La sua fedeltà alla memoria del padrone impressionò talmente a fondo l’opinione pubblica che ogni giorno, oltre al cane, anche diversi curiosi si recavano a Shibuya per vedere e accarezzare Hachikō, ormai simbolo nazionale di lealtà familiare e fedeltà assoluti. La storia di Hachikō divenne una fiaba raccontata da insegnanti e genitori ai bambini, un esempio di fedeltà senza paragoni nel Giappone moderno.

Nel 1934 lo scultore Teru Ando realizzò una statua del cane e nel paese la razza Akita divenne popolarissima

Un giorno, l’8 marzo del 1935, Hachikō non si presentò alla stazione di Shibuya. Il cane era morto per una combinazione di filariasi e cancro in fase terminale. Dopo la sua morte, i resti di Hachikō furono cremati e le sue ceneri furono sepolte nel cimitero di Aoyama, a Tokyo, dove riposano accanto a quelli dell’amato padrone, il professor Ueno. La pelliccia di Hachikō, conservata dopo la morte, è stata imbottita ed è attualmente esposta al Museo Nazionale della Scienza del Giappone a Ueno, Tokyo.

L’ultima fotografia di Hachikō:

Durante la seconda guerra mondiale la statua di Hachikō venne fusa per esigenze belliche, ma nel 1948 il figlio di Ando, Takeshi Ando, ricevette la commissione per una nuova statua del celebre Hachikō, che dall’Agosto di quell’anno ricorda la fedeltà del cane nella stazione di Shibuya. L’ingresso della stazione vicino alla statua è chiamato “Hachikō-guchi”, che significa “L’entrata / uscita di Hachikō”, ed è uno dei cinque accessi della stazione di Shibuya.

Sotto, la cerimonia dell’8 Marzo 1936, un anno dopo la morte di Hachikō:

Da allora diverse statue di Hachikō sono state realizzate in tutto il Giappone, una anche all’Università di Agronomia, e la celebrità del cane è cresciuta nel corso del tempo. Tutti gli anni, l’8 Marzo, alla stazione di Shibuya si svolge una cerimonia che ricorda la fedeltà del cane giapponese, ormai una vera e propria icona dell’inscindibile rapporto che lega il cane al proprio padrone.

Sotto, una delle fasi dell’operazione di tassidermia sul corpo di Hachikō:

Hachikō alla stazione di Shibuya:

Hachikō gioca con alcuni curiosi:

La tomba di Hachikō, accanto a quella del padrone. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Hachikō alla stazione di Shibuya:

Hachikō ormai anziano, nel 1934:

La stazione di Shibuya dal lato dell’uscita Hachikō (Hachikō-mae hiroba), con la statua che si trova in basso a sinistra. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Della storia di Hachikō sono stati girati diversi documentari e film, fra cui ricordiamo il film giappone Hachikō Monogatari del 1987, del quale trovate la parte finale qui sotto:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...