Occhi spiritati, espressione vuota o un immotivato sorriso al fotografo: sono tutti segnali dello Shell Shock, la “psicosi traumatica” seguente all’esposizione di una persona allo stress da bombardamento tipico delle Guerre Mondiali (ma non solo). Lo shock per i bombardamenti provocava effetti traumatizzanti nel brevissimo periodo, che in molti purtroppo si trascinavano nel corso degli anni seguenti, alcuni rimanendo traumatizzati per tutta la vita.

I primi massicci effetti di questi traumi divennero noti durante la Grande Guerra, quando in scontri come la Battaglia di Verdun, ma naturalmente non solo, decine di migliaia di soldati rimasero scioccati dalla violenza e dalla disumanità dei conflitti, associati al fragore delle bombe che gli esplodevano a pochi passi. In Italia la guerra del ’15-’18 fece coniare il termine “Scemo di Guerra”, che indicava una persona che, durante i combattimenti, rimaneva talmente traumatizzato dall’essere impossibilitato a tornare in possesso delle piene facoltà mentali.

Durante il secondo conflitto mondiale più che di “Shell Shock” si parlò di “stress da combattimento”, ma i risultati furono del tutto simili. Moltissime di queste persone non riuscirono a recuperare le proprie facoltà mentali, finendo per essere emarginate in manicomi o strutture atte a ospitare coloro i quali non riuscivano più a tornare sani.

Sotto, il “Sorriso della Follia” di un soldato durante la battaglia di Flers-Courcelettes nel Settembre 1916, cui abbiamo dedicato un intero articolo:

Un soldato sconvolto colpito in testa da un frammento di una bomba nella “stanza del sole” della croce rossa americana:

Un soldato tedesco vittima di quel che in inglese viene definito “Thousand-yard stare”, che letteralmente significa “Sguardo a 1.000 metri”, traducibile genericamente con “Sguardo perso nel vuoto”:

Alcuni soldati raccolgono delle more, trattamento per le vittime di “Psicosi traumatica da bombardamento”, durante il 1918:

Un ragazzo traumatizzato durante la Prima Guerra:

Un marine statunitense con lo sguardo perso nel vuoto, durante alcune fasi dell’offensiva nelle isole Marshall, nel 1944:

 
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Alcuni soldati shoccati durante la guerra del Vietnam, nel 1968:

Un soldato russo shoccato durante la seconda guerra mondiale:

Un paziente traumatizzato riceve assistenza in un ospedale della Croce Rossa Americana, durante la Prima Guerra Mondiale:

Un fotogramma del documentario: “War Neuroses: Netley Hospital” del 1917:

In bassi a sinistra, un soldato Australiano mostra il tipico sguardo perso nel vuoto, durante la Prima Guerra Mondiale:

Un soldato tenta di trasportare fuori dalla trincea un compagno, fotogramma dal documentario “Battle Of The Somme” del 1916:

Sotto, un documentario in italiano riassume brevemente la storia degli “Scemi di Guerra”:

Sotto, un video mostra gli effetti dello Shell Shock su un soldato inglese, e il suo parziale miglioramento dopo il trattamento medico.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...