Erano strani e inquietanti gli ospedali psichiatrici di alcuni anni fa, luoghi di dolore e di sofferenza, e quasi sempre di terrore per i malati. Jerry Cooke e Mary Delaney Cooke, marito e moglie, realizzarono un servizio fotografico nell’Ospedale Psichiatrico di Cleveland nel 1946, documentando la situazione degli internati e i loro patimenti, che venne acquistato dalla rivista LIFE nello stesso anno.

L’articolo venne utilizzato per far conoscere le condizioni di detenzione dell’istituto, un primo esempio utilizzato per obbligare i responsabili di queste strutture sanitarie a organizzare ospedali migliori. Il pezzo venne intitolato “Bedlam”, che in inglese assurge al significato di “Manicomio”, e che è anche il primo nome dell’ospedale psichiatrico di Londra “Bethlem Royal Hospital”.

Quando l’articolo fu pubblicato l’opinione pubblica reagì in modo inorridito

Gli statunitensi rimasero scioccati nel vedere alcuni detenuti (perché è impossibile definirli in altro modo) vagare per i corridoi nudi, mentre altri buttati negli angoli a rimuginare, oppure bloccati a letto e nelle camice di forza dagli infermieri.

Il risultato della pubblicazione dell’articolo fu che molti malati vennero da allora tenuti in casa dalle famiglie, per non costringerli a una vita di sofferenza negli ospedali psichiatrici statunitensi.

Un uomo su una sedia a rotelle osserva l’esterno da una finestra:

Una paziente viene lasciata su una panca dopo essere stata rinchiusa in una camicia di forza:

Due uomini guardano fuori da alcune finestre in un reparto:

Un paziente scalzo si allontana dal gruppo in una delle stanze comuni:

Un uomo con una camicia di forza in isolamento:

Una paziente pittura con le dita:

Alcuni uomini sbirciano dalle finestre sbarrate:

Gli infermieri tengono bloccata una paziente che lotta per alzarsi dal letto:

Alcuni pazienti dimenticati sono lasciati a sedere nei corridoi dell’ospedale:

Alcuni pazienti siedono a mangiare all’interno del Cleveland State Hospital:

Una paziente che soffre di astinenza si nasconde la testa tra le mani:

L’ospedale psichiatrico di Cleveland nel 1946:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...