Lo sport riveste un ruolo molto importante nella società, tanto da avere una forte risonanza al di là dei confini dei campi da gioco: videogiochi, sport virtuali, persino economia e politica. L’impatto sociale dello sport sui vari settori non sarebbe però pensabile senza la trasmissione delle gesta degli atleti al pubblico da parte dei media, in relazione a eventi di qualsiasi tipo e livello.

I fotografi e le fotografe hanno un ruolo cruciale in questo, essendo proprio chiamati a catturare l’azione e a raccontare la storia in modo efficace, soprattutto per restituirla a coloro che non stanno assistendo dal vivo all’evento fotografato. In effetti, spesso le foto riescono ad avere un impatto maggiore rispetto alle parole o ai video.

Quella della fotografia sportiva è anche una carriera (o un semplice hobby) eccellente per coloro che hanno sempre desiderato far parte del mondo dello sport, ma non in qualità di atleti o allenatori. Se vuoi trasformare una passione sportiva in una fonte di guadagno, investire nella fotografia è una scelta molto più sana rispetto ad altri modi di speculare sullo sport, quali ad esempio darsi alle scommesse e perdere denaro o, peggio, finire per sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo.

Ma la fotografia sportiva richiede molte abilità e, per ottenere lo scatto perfetto, bisogna prendere in considerazione moltissimi fattori. Hai presente almeno una di quelle celebri fotografie sportive che hanno fatto la storia? Non sono frutto del caso, ma di precisi calcoli fatti da fotografi professionisti esperti, al fine di scegliere gli attrezzi giusti, il punto da cui scattare, il momento migliore, e di sapiente post-produzione. Ecco una guida con i dieci passaggi fondamentali per diventare abili nella fotografia sportiva.

1. Conosci e comprendi

Ancor prima di prendere in mano la fotocamera, è importante imparare molto sullo sport che si vuole fotografare, al fine di comprenderlo meglio.

Sapere su quali atleti concentrarsi, quali momenti catturare, dove posizionarsi e come prevedere i momenti cruciali: sono tutti elementi di fondamentale importanza per realizzare delle foto efficaci e possono variare considerevolmente da una disciplina all’altra.

Ad esempio, negli sport individuali, come il tennis, chi scatta deve posizionarsi a bordocampo, fotografare entrambi i partecipanti all’incontro ed essere pronto/a a immortalare il momento della vittoria, con i successivi festeggiamenti.

Negli sport di squadra, come basket o calcio, è ancora più difficile: il fulcro dell’azione si sposta continuamente da un lato all’altro del campo, quindi il posizionamento e l’abilità di previsione sono ancora più importanti.

Poi ci sono gli sport di velocità, che vedono alcuni fotografi posizionati al traguardo, per immortalare il momento finale della gara, e altri intenti a scattare foto lungo il percorso.

Ma quando assisti a degli eventi sportivi, devi tenere in considerazione anche altri elementi: ad esempio, assicurati di posizionarti in un punto tale da non intralciare il gioco o altre operazioni relative all’incontro sportivo e, se i giocatori sono minorenni, o se ti capita di scattare foto a minori, chiedi il permesso ai loro genitori.

2. MAVA: Messa a fuoco, Azione, Volto, Attrezzatura

Sperando possa tornarti utile, ho coniato questo acronimo per aiutarvi a tenere sempre a mente quattro concetti chiave della fotografia sportiva:

Messa a fuoco: assicurati che l’immagine sia ben a fuoco. Non c’è spazio per le foto sfocate.
Azione: cerca di riprendere lo sportivo/a in azione (mentre tira un calcio al pallone, mentre corre; persino mentre cade, perché no?) o in un particolare stato emotivo (la gioia per una vittoria, la delusione per una sconfitta…).
Volto: cattura le espressioni facciali dell’atleta, assicurandoti che gli occhi siano messi ben a fuoco. Questo vale sia per gli scatti in azione che per quelli dedicati ai festeggiamenti.
Attrezzatura: cerca di immortalare l’atleta mentre tiene/usa la sua attrezzatura (con il pallone fra i piedi, con la racchetta in mano…).

3. Racconta una storia

Un evento sportivo è come una pièce teatrale non scritta, con la sua trama composta da inizio, sviluppo e conclusione e, ovviamente, intrisa di colpi di scena. Questo vale davvero per qualsiasi tipo di incontro sportivo, di qualsiasi disciplina, ed è compito dei fotografi raccontare la storia al loro pubblico.

Fotografa la location che si popola di tifosi, gli atleti che entrano in campo, il pubblico in delirio, gli allenatori in preda alle emozioni più disparate, gli atleti in azione e gli atleti alla fine dell’incontro. Avendo a disposizione tutti questi elementi, potrai raccontare tutta la storia, senza lacune.

4. Lunghezza focale di almeno 200 mm

Ora che conosciamo le basi, siamo pronti per addentrarci in ambiti più tecnici, sempre con lo scopo dello scatto perfetto.

Prima di tutto, ti serve una fotocamera DSLR o una macchina che ti permetta di scegliere la velocità di scatto. Dopo di che, ti serve una lente di almeno 200 mm. A seconda dello sport in questione, ti potrebbe servire uno zoom più potente, in base alla visuale che hai.

5. Il tempo di esposizione

Nella fotografia sportiva, è di fondamentale importanza riuscire a realizzare immagini in movimento ben definite ed essere in grado di immortalare eventi improvvisi e imprevisti senza esitazioni.

Ecco perché è indispensabile lavorare con un breve tempo di esposizione (o velocità di scatto). Verifica se la tua fotocamera è in grado di raggiungere una velocità di scatto pari almeno a 1/500 (1/500° di secondo), indispensabile per “congelare” i movimenti.

6. Usa la modalità apertura

Impara a gestire l’apertura del diaframma della tua fotocamera. La maggior parte dei fotografi sportivi professionisti lavorano in modalità “priorità diaframma” o “apertura”, soprattutto nelle giornate più luminose: in questo modo, si fa sì che venga catturata la maggior quantità di luce possibile, suggerendo alla macchina che è richiesta una maggiore velocità di scatto.

La modalità apertura è prevista solo nelle fotocamere DSLR. Nelle fotocamere non-SLR ti concentrerai sulla velocità di scatto, che a sua volta determinerà l’apertura.

7. Controlla i valori ISO

Per impostare i giusti livelli di esposizione in base ai livelli di luminosità, oltre alle summenzionate apertura e velocità di scatto, bisogna considerare le impostazioni ISO.

Questi parametri, impostati dal fotografo/a, verranno determinati in base ad altre variabili, come il luogo, l’orario e le condizioni meteo dell’evento sportivo. Qualche esempio: con una giornata soleggiata, con un sacco di luce naturale a disposizione, è bene impostare l’ISO fra 100 e 200. Con tempo nuvoloso, o di sera, con meno luce naturale, va impostato fra 800 e 1200.

Tuttavia, è bene notare che i suddetti valori possono variare anche in base all’apertura: con un’apertura di f3.5, l’ISO sarà almeno 3.200 di notte ma, se usi un’apertura pari a f1.4, l’ISO potrà corrispondere a circa 800. Prenditi il tempo necessario per sperimentare con la tua attrezzatura e con i luoghi a te familiari.

8. Usa lo scatto continuo e l’autofocus

Come avrai capito, scattare una gran quantità di foto a grande velocità è essenziale per questo tipo di fotografia: assicurati pertanto di avere le modalità autofocus e scatto continuo attive mentre lavori.

Puoi scegliere il numero di foto da scattare al secondo: seleziona sempre il limite massimo offerto dalla tua fotocamera, qualunque esso sia.

9: Scatta tante foto

Uno dei vantaggi più evidenti della nostra era della fotografia digitale è quello di poter scattare una quantità impressionante di foto (centinaia o persino migliaia) e poi scegliere quali tenere. Approfitta di questa opportunità: una volta inquadrato il tuo soggetto, buttati e scatta più foto possibile. Ricorda: è sempre meglio aver scattato troppe foto e doverne cancellare la maggior parte, che scattarne poche e ritrovarsi con un numero insufficiente di foto di buona qualità. Nella fotografia sportiva, quantità e qualità vanno a braccetto.

10. Non trascurare la post-produzione

Dopo aver scattato quante più foto possibile e aver selezionato le migliori, è giunto il momento di dedicarsi alla post-produzione.

Non ti sto consigliando di manipolare e photoshoppare tutte le tue creazioni, ma qualche ritaglio e qualche aggiustamento di luci qua e là faranno la differenza: vale davvero la pena cimentarsi in questo lavoro.

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Antonio Pinza

Quando avevo 3 anni volevo fare l’astronauta, oggi ho le idee molto meno chiare, ma d’altronde chi ha detto che bisogna avere un piano preciso? Nella vita ho “fatto” svariati lavori, praticato sport, viaggiato, letto e mangiato di tutto. Mentre continuo a perdermi nei meandri della mia esistenza scrivo su Vanilla Magazine.