Il codice di leggi della Pirateria fu una serie di disposizioni, di semplice e geniale efficacia, che tutti i pirati dell’età dell’oro della pirateria, fra il 1620 e il 1720, firmarono e accettarono. Il codice stabiliva una serie di comportamenti di bordo che garantivano la comunità a dispetto dei capricci del singolo. L’epoca storica d’altronde esigeva leggi certe, ma sopratutto la certezza dell’applicazione della giustizia, che doveva essere democratica e non interpretabile.

In quel periodo gli europei stavano trasportando enormi ricchezze, rubate alle popolazioni native americane, verso il vecchio mondo, e i pirati che riuscivano ad intercettare le navi cariche d’oro si garantivano un futuro prospero al di là del mar dei Caraibi, magari per finire poi sepolti in un cimitero per bucanieri, nel Madagascar. La pirateria conobbe i suoi più grandi fasti durante il XVII e XVIII secolo, per poi diminuire gradatamente alla diminuzione delle razzie europee in Nord e Sudamerica.

Nonostante l’epoca fosse propizia, e il codice di leggi assolutamente democratico, il pirata più potente della storia fu una donna cinese, Ching Shih, nel XIX secolo. Di seguito trovate elencate 10 leggi del codice di pirateria, norme che i pirati erano chiamati a sottoscrivere, anche solo con una “X”, e a rispettare, pena, molto spesso, la morte.

1 – La ripartizione del Bottino

Ripartizione del bottino, dipinto di Howard Pyle:

Il bottino sarebbe stato diviso in modo equo, proporzionalmente al rango nella nave. Anche se potevano assistersi a delle variazioni arbitrarie decise dal capitano, in genere il bottino delle scorribande veniva diviso in questo modo: 2 parti a capitano e Quartiermastro, 1,5 parti al battelliere, 1,25 parti ad eventuali ufficiali e al medico di bordo, 1 parte ai marinai semplici e 0,5 parti ai mozzi.

2 – Il suffragio universale

Ogni pirata, in occasione di questioni da dirimere interne alla nave, avrebbe avuto diritto ad un voto, che valeva uguale a tutti gli altri. Queste votazioni comprendevano anche, ad esempio, la nomina degli ufficiali o la sostituzione del capitano, in caso di morte di quest’ultimo. La disciplina però era a cura del capitano. La sua parola era legge.

3 – Cibo e bevande erano per tutti

Cibo, provviste e generi alimentari, compreso naturalmente l’alcool, erano divisi equamente fra tutti i presenti nella nave, senza distinzioni gerarchiche.

4 – Il Furto punito con la morte o l’abbandono

Un pirata abbandonato al proprio destino, dipinto Howard Pyle:

Il furto, abbastanza ironicamente, veniva considerato un crimine inaccettabile, e veniva punito con la morte o venendo abbandonati su un’isola deserta. Quando veniva assaltata e catturata una nave, questa veniva ovviamente saccheggiata, e qualsiasi oggetto di valore razziato dai pirati. Vestiti od oggetti personali potevano esser presi “alla rinfusa” dagli uomini, ma se qualcosa di valore veniva nascosto al resto della ciurma (gioielli, danaro e preziosi in genere), questo veniva considerato furto, con la conseguenza di venire immediatamente giustiziati o abbandonati a morire di stenti.

5 – Non erano accettati combattimenti

Le scaramucce fra pirati erano scoraggiate e in genere proibite. Le questioni si risolvevano a terra e non a bordo, per non minare l’equilibrio di tutto l’equipaggio.

6 – Si doveva essere sempre pronti alla battaglia

I pirati dovevano avere la pistola pulita e carica, le spade e i pugnali affilati e vicini a sé, in modo da esser pronti a un eventuale assalto improvviso.

7 – Risarcimento per i feriti

 
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Nel caso in cui un pirata venisse gravemente ferito, spesso con la mutilazione di un arto o anche solo della mano, il famoso uncino, veniva risarcito con 800 “Real da 8”, dollari d’argento spagnoli. Se la menomazione era minore il risarcimento era ovviamente minore.

8 – Il Sesso era vietato a bordo

Donne e giovani ragazzi erano banditi dalla nave, e chiunque ne faceva salire qualcuno poteva esser condannato per aver offeso mortalmente l’equipaggio.

9 – Tutti i pirati erano obbligati a combattere

Sotto, “La cattura di Barbanera” in un dipinto di Jean Leon Gerome Ferris:

La vigliaccheria non era accettata. Se un pirata veniva ritenuto colpevole di vigliaccheria l’equipaggio poteva votarne una punizione. Al minimo si perdeva una quota del bottino, ma spesso le punizioni erano più severe.

10 – Il gioco d’azzardo era proibito

Il gioco d’azzardo, come ad esempio con le carte e con i dadi, era vietato a bordo della nave. Questo preveniva le risse (che erano comunque vietate), ma anche la perdita di tutto il bottino da parte dell’uno o dell’altro pirata. Per giocare si doveva attendere di arrivare nei porti come Port Royal in Giamaica o sull’isola di Tortuga.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...