Le fotografie della galleria risalgono al 1906, e mostrano alcune scene della commedia Vaudeville “The Death and the Lady”, tratta da un’antica ballata inglese del XVII secolo. Il magazine inglese “Journal of the English Folk Song Society” pubblicò, nel 1906, un articolo che parlava della ballata, e un’attrice vaudeville vi si imbatté per caso, immaginandone una buona riuscita scenica. Gli attori itineranti erano sempre in cerca di nuove idee (internet era ancora molto di là a venire), e così venne allestito uno spettacolo itinerante negli Stati Uniti che mostrava le estreme conseguenze del gioco d’azzardo con le carte e dell’alcool.

Nel mondo era famoso il genere del Grand Guignol, celebre teatro parigino del macabro e del grottesco, e la ballata “la morte e la signora” si sposava perfettamente con l’idea di uno spettacolo noir e macabro, ma al tempo stesso ironico e divertente.

Così, un attore travestito da scheletro interpretava la morte, mentre un’avvenente attrice si trovava ad esserne velatamente inquietata.

Come in altre commedie Vaudeville, lo spettacolo prevedeva parti cantate e altre parti di recitazione in prosa, un mix tipico degli spettacoli di quel periodo che furono precursori del genere cinematografico del Musical, molti anni dopo.

In questa scena, laa morte si affaccia dal sipario sull’uomo che corteggia la donna:

L’attrice sembra non accorgersi della morte che incombe alle sue spalle:

La coppia è minacciata dalla presenza della morte, che non viene vista:

La donna gioca infine a carte con la morte, che inizialmente ha il volto coperto:

In seguito la morte scopre il volto:

E qui viene anticipato il tragico epilogo della giocatrice/bevitrice:

Sotto, a solo titolo indicativo, la ballata “The Death and the Lady”, interpretata da Peter Knight’s Gigspanner:

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Categorie: Cinema

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...