10 bizzarre curiosità riguardo i film di Alfred Hitchcock

Il “Maestro del brivido” fu uno dei registi più importanti e famosi del secolo scorso, e i suoi film sono divenuti classici del thriller e dell’orrore. Le curiosità riguardanti i suoi film sono decisamente numerose, ma alcune sono più interessanti e caratterizzanti della personalità del grande regista.

10. In “Intrigo Internazionale” Cary Grant si doveva nascondere nel naso di Lincoln

Intrigo-Internazionale

Intrigo Internazionale, interpretato da Cary Grant, per poco non ha avuto un finale molto diverso. La storia è quella di un dirigente pubblicitario di New York che diventa il bersaglio di alcune spie straniere. Il Monte Rushmore è una delle ambientazioni del film e la scena finale, in origine, avrebbe dovuto vedere Cary Grant che si nascondeva nel naso di Lincoln dopo che le spie straniere lo avevano inseguito attraverso i volti dei quattro presidenti.

Gli attori esplorarono il luogo ed erano decisamente spaventati al pensiero di realizzare la scena. Le autorità tentarono di dissuadere Hitchcock dal realizzare le riprese, dicendo che la cosa era irrispettosa. Alla fine gli fu proibito di girare scene violente sul parco nazionale, e Hitchcock risolse il problema ricostruendo il Monte Rushmore ad Hollywood. In ogni caso, Cary Grant non si nascose mai nel naso di Lincoln come era stato originariamente ipotizzato.

9. Il film mancante: L’aquila della montagna

L'aquila-di-montagna

Secondo Hitchcock “L’aquila della montagna” era a dir poco un brutto film. La storia è quella di una maestra di scuola che viene inseguita da un plotone di “giustizia” locale e di un eremita che le salva la vita. La critica disse che il film fu diretto magistralmente, ma che la storia era piuttosto lenta e pesante. La pellicola uscì in Germania nel 1925, e non venne vista da molte persone. In Inghilterra e Stati Uniti non fu mai proiettata, e cadde nel dimenticatoio. Recentemente sono state ritrovate una serie di fotografie di scena, ma il film è ancora mancante.

Le riprese non furono prive di difficoltà, e la loro storia è decisamente interessante. L’ambientazione doveva essere quella del Kentucky, ma Hitchcock girò il film in un piccolo villaggio dell’Austria, ad Obergurgl. La notte prima delle riprese nevicò abbondantemente, e Hitchcock utilizzò le manichette antincendio per far sciogliere la neve. Il set era realizzato con le case reali degli abitanti del villaggio, e il tetto di una delle case crollò. Hitchcock ricompensò con il doppio della cifra la richiesta del proprietario, dandogli due scellini per realizzare un nuovo tetto. Gli abitanti vedevano in malo modo gli attori e le persone addette al film, e Hitchcock stesso rifiutò di alloggiare nella locanda del villaggio, a seguito di una violenta influenza che lo fece vomitare e che, a sua detta, era stata provocata dagli abitanti stessi del villaggio.

8. Le strane riprese di Marnie a cavallo

Riprese-Marnie

Marnie è la storia di una donna gravemente turbata perseguitata dai traumi del suo passato. Uno dei suoi soli sollievi è il suo cavallo, Forio. Per realizzare le riprese Hitchcock non si avvalse delle riprese in esterna, ma utilizzò un tapis roulant lungo 10 metri per far cavalcare la bella Tippi Hedren. Molto tempo dopo, la Hedren stessa avrebbe detto che il cavallo era una delle poche cose che ricordava con piacere del set del film.

7. Un vero attacco di uccelli in California

Uccelli

Il 18 agosto 1961 migliaia di uccelli si precipitarono sulla baia di Monterey, in California, terrorizzati non si sa da quale incubo. Gli uccelli marini invasero edifici e case, fabbriche e porto, prima di cadere al suolo stramazzati. Non molto tempo dopo, il giornale che pubblicò la notizia, il Sentinel di Santa Cruz, ricevette una telefonata da Hitchcock, che era interessato a saperne di più sull’incubo alato che era caduto sulla città. Questo fatto di cronaca lo portò a produrre il film “Gli Uccelli”, che sarebbe uscito nel 1963.

Tre decenni dopo successe di nuovo e, questa volta, furono dei pellicani marroni che attaccarono cose e persone a caso, senza logica. Secondo i biologi della Louisiana State University la tossina responsabile del comportamento bizzarro degli uccelli si chiama acido domoico, ed è prodotto da un tipo di alga chiamata Pseudo-nitzschia.

6. Le scene nel bagno

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Hitchcock era fissato con i bagni. Questo era uno dei set preferiti del regista, che usa il bagno come uno spazio nascosto dove far realizzare delitti o nascondere qualcosa. Il tutto, condito di un certo umorismo all’inglese. Hitchcock trovò anche un altro modo per includere il bagno, a livello metaforico, nei film dove questi non avrebbe trovato spazio. Nella pellicola “Prigionieri dell’Oceano”, del ’44, John Kovac ha un tatuaggio con le lettere “BM”, mentre in “Ombra del dubbio”, del ’43, le stesse lettere sono incise su un anello. Cosa significa BM? Movimento intestinale.

5. Il primo film di Hitchcock

Nel 2011, il mondo del cinema è stato scosso da un “terremoto” quando tre bobine di un vecchio melodramma sono state scoperte in un archivio della Nuova Zelanda. “The White Shadow” è la storia di due sorelle gemelle dalle opposte personalità, una buona e una cattiva, le quali si cimentano in un ambiente denso di sparizioni misteriose, errori d’identità, romanticismo selvaggio e incontri assurdi.

 

In questo film Hitchcock appare come aiuto regista, direttore artistico, scrittore ed editore. Il suo tocco era così evidente che il film, pur non essendo stato ritrovato completo, è stato immediatamente riconosciuto come suo. All’epoca era un giovane ventiquattrenne, e sarebbero trascorsi altri anni prima che diventasse universalmente riconosciuto come un genio della settima arte.

4. Il vero crimine che ispirò “La finestra sul cortile”

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La finestra sul cortile è uno dei film più famosi di Hitchcock e, se Ed Gein è stato l’uomo che ispirò Psycho, anche il film con James Stewart ha una genesi simile. Ambientato in un cortile urbano, il film parla di un fotografo confinato dentro un appartamento dalla rottura di una gamba che si trova sulla scena di un omicidio. L’idea è nata da un caso bizzarro degli anni ’20. Il 2 maggio 1924 la polizia di Londra fermò ed interrogò un uomo di nome Patrick Mahon. L’uomo si trovava alla stazione ferroviaria con una valigia sospetta, all’interno della quale c’erano capi di abbigliamento insanguinati e un coltello.

La polizia non credette alla storia che stava tornando a casa con degli alimenti per cani, e quando espressero dei dubbi Mahon rispose con una sorta di confessione. La verità completa non venne fuori sino al giorno del processo, quando si scoprì che l’uomo aveva fatto a pezzi il cadavere di una donna, morta secondo l’uomo per cause accidentali, e che non sapeva come fare a portarla fuori casa per non essere accusato di omicidio. Mahon decise quindi di recarsi alla stazione e spargere pezzi di corpo dal treno, in modo da non fornire un cadavere da ritrovare. Alcuni resti di ossa furono trovati parzialmente bruciati nel suo camino, ma la testa non fu mai rintracciata. L’idea di realizzare un film con un corpo fatto a pezzi venne proprio da quel caso degli anni ’20.

3. Gli Stalker di Janet Leigh

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Molte delle donne di Hitchcock rimasero traumatizzate dal loro lavoro nei suoi film, ma Janet Leigh lo fu in modo particolare. Nei 35 anni successivi al film la donna ricevette continue minacce di morte, che affermavano che Marion Crane meritava di morire nel modo descritto dal film. Durante quegli anni la donna cambiò continuamente numero, ma le minacce continuarono. In mezzo alle lettere degli ammiratori ella trovava sovente delle minacce di morte, e questo la portò ad essere terrificata dalle docce. In casa propria aveva solo delle vasche da bagno, e quando capitava che si trovasse in degli alberghi o a casa di amici il terrore nel fare la doccia era sempre altissimo.

L’attrice inviò tutte le lettere all’FBI, ma gli investigatori non furono in grado di spiegare il mistero. La Leigh rifiutò inoltre di vedere il film, temendo che le proprie paure divenissero ancora più profonde dopo la visione. Per tutta la vita, fece la doccia con la tenda aperta e lo sguardo fisso alla porta.

2. L’omicidio che bloccò la trasmissione in televisione di Psycho

Psycho

Uscito nelle sale nel 1960, Psycho doveva fare il suo debutto televisivo sulla rete televisiva CBS nel settembre del 1966. La rete pagò 800 mila dollari per i diritti del film, ma la pellicola non fu mai proiettata, a causa di un omicidio sinistramente simile che ebbe luogo pochi giorni prima della trasmissione. Chuck Percy era senatore di Chicago, e la figlia Valerie fu trovata morta nella camera da letto al piano superiore della loro villa da 17 camere.

Secondo gli investigatori l’assassino conosceva la casa, sapeva dove andare, ed era lì con il solo scopo di uccidere la ventunenne americana. La donna fu colpita a morte, e la madre di Valerie lo vide mentre stava sopra la vittima, ma questi non fu mai stato assicurato alla giustizia. Il delitto ebbe luogo in un periodo troppo vicino alla proiezione di Psycho, e la CBS annullò ogni messa in onda, pensando fosse di cattivo gusto mostrare un film così inquietante a ridosso di un evento tragico che aveva scosso l’America. La CBS non proiettò mai Psycho, e il film fece il suo debutto televisivo soltanto sei mesi più tardi, quando un’emittente di New York decise di trasmetterlo, tagliando a sole 3 coltellate la scena della doccia.

1. Il suo cameo modificato

cameo

Uno dei marchi di Hitchcock erano i suoi camei. Dato che le apparizioni nei film erano sempre più popolari, molte persone si distraevano non seguendo la trama, cercando il regista fra gli attori.

C’è un cameo però che è assolutamente particolare. Hitchcock in Notorious è a una festa e beve un bicchiere di champagne. In origine però la sua apparizione doveva essere ben diversa. Il regista interpretava un sordomuto che camminava in strada con una donna, che veniva schiaffeggiato quando le faceva notare qualcosa di inappropriato. La storia del cameo trapelò e le lettere di protesta furono talmente numerose da far desistere il regista.

Altri cameo notevoli sono in “Uccelli”, dove vengono anche mostrati i suoi due cani, Stanley e Geoffrey, in “Il ladro”, dove il regista è la voce narrante iniziale ed è l’unico film in cui parla, mentre in “Prigionieri dell’Oceano” il regista non trovava posto in una barca, così si fece fotografare in un giornale, che curiosamente lo ritraeva prima quando pesava 135 chilogrammi e poi quando era circa 90, evidenziando la sua ossessione per il peso.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...

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