Ci sono voluti circa 6 anni per raccogliere i dati in grado di definire una mappa completa della plastica presente nei mari di tutto il mondo, e altri 3 anni per sviluppare uno strumento interattivo in grado di mostrare i risultati sul web. I risultati dello studio, realizzato dall’oceanografo Marcus Eriksen e pubblicato nel 2014 sul sito di divulgazione scientifica Plos One, ci fanno comprendere le dimensioni di un fenomeno ormai completamente sfuggito dalle mani dei governanti. Nei mari e negli oceani del pianeta sono presenti circa 268 mila tonnellate di rifiuti plastici di qualsiasi forma e dimensione. Questa massa enorme (la plastica ha un peso specifico bassissimo) si muove con le correnti oceaniche ed è in continuo accrescimento.

Il sito americano Vox.com ha realizzato un’infografica in grado di far comprendere visivamente le dimensioni del fenomeno:

infografica-plastica-vox

Il peso in valore assoluto della plastica è elevato, ma le sue dimensioni sono decisamente più impressionanti: coprono interamente i mari di tutto il mondo lungo la fascia equatoriale che si spinge sino ai freddi mari del nord e all’Antartico. Le coste delle terre emerse sono praticamente tutte invase, e riflettono l’incapacità dell’uomo di riciclare e smaltire correttamente i propri rifiuti plastici. Le parti dove la plastica è più densa sono l’Oceano Atlantico, prevalentemente di fronte agli Stati Uniti, l’Indonesia e l’India, che sono diventate notoriamente le discariche mondiali per i rifiuti plastici, ed il Mediterraneo, specialmente la parte più a Sud.

Questo il link per navigare la mappa completa dei “Mari di Plastica”.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…