Il Narvalo è un cetaceo del quale ancora si sa pochissimo a causa delle difficoltà dello studio della specie, che abita soltanto in acque artiche, caratteristica che lo ha preservato dallo sterminio cui sono andate incontro altre balene. La peculiarità dell’animale è certamente quella della lunga zanna, un dente anomalo che può raggiungere la lunghezza di 2,7 metri.

Sino a poco tempo fa le ipotesi riguardanti lo scopo di questo lungo corno, che è caratteristico per lo più del maschio del Narvalo, comprendevano l’utilizzo dello stesso come arma di difesa, come strumento per scavare fori nel ghiaccio o come organo sensoriale, che consentirebbe all’animale di ricevere informazioni sulla composizione dell’acqua.

Un filmato con un drone, realizzato da Adam Ravetch per WWF Canada durante una missione di studio della specie, sembra mostrare un uso sinora sconosciuto del lungo dente del Cetaceo. Nel video si vedono numerosi Narvali che creano una sorta di mulinello d’acqua attorno ai Merluzzi, per poi ingoiarli per intero con la bocca.

Il mistero della zanna del Narvalo, che ha dato origine alla mitologia riguardante l’unicorno, sembra esser stato risolto. La zanna viene impiegata per la pesca, e serve a bloccare (probabilmente non a stordire come riportato da altri fonti media in Italia) il pesce in acqua, per mangiarlo con uno scatto fulmineo.

L’utilizzo della zanna potrebbe non essere esclusivamente per la pesca, e questo spiegherebbe un altrimenti poco comprensibile dimorfismo sessuale tanto accentuato. In ogni caso, sia che serva esclusivamente a pescare sia che si tratti anche di un accessorio estetico, un reale utilizzo della zanna è stato finalmente svelato.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...