L‘automobile è uno dei pochi luoghi dove, nel tran-tran della caotica vita moderna, si riesce ad ascoltare la propria musica preferita. Che si tratti della radio o dei brani registrati su smartphone poco importa, è fondamentale riuscire ad apprezzare l’audio con una qualità degna dei nostri artisti preferiti. Il nuovo Toyota C-HR, presentato al salone di Ginevra di quest’anno, è una delle soluzioni più versatili sul mercato per ascoltare la propria musica con una qualità definita dalla casa da “sala concerti“. Il motivo è semplice: sin dalle prime fasi di progettazione dell’automobile sono stati coinvolti gli ingegneri JBL, azienda fra le più importanti al mondo per la produzione di sistemi audio, con lo scopo di ottimizzare ogni componente in modo da ottenere un risultato che faccia felice anche l’audiofilo più esigente.

Articolo realizzato in collaborazione e con dati tecnici forniti da Toyota

L’interno della C-HR, ultra-tecnologico e studiato per gli appassionati audiofili.

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Dalle portiere ai vetri, dalla posizione delle casse acustiche ai materiali della plancia, gli interni del C-HR sono ideali per insonorizzare i rumori esterni e rendere l’abitacolo il luogo perfetto per l’ascolto della musica. I dati tecnici dell’impianto audio del C-HR non lasciano spazio a dubbi: amplificatore da 576 Watt RMS, 9 altoparlanti di cui 2 tweeter a tromba di recentissimo sviluppo JBL e 8 canali di ascolto. I numeri, come spesso accade, non spiegano da soli la qualità audio che si può ascoltare all’interno del C-HR, apprezzabile soltanto durante un test drive.

Il C-HR nasconde la propria anima tecnologica anche nella scelta dei propulsori, proponendo due sole versioni: una ibrida e una a benzina, entrambe Euro 6. La versione ibrida ha consumi record per la propria categoria, mentre il 1.200 a benzina è un mix perfetto fra consumi e potenza alla ruota. Per scoprire il C-HR visita il sito dedicato.

Sotto, il video di presentazione dell’auto:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...