L’Antartide, uno sconfinato deserto di ghiaccio, è il continente più freddo e inospitale del nostro pianeta. Eppure sotto lo spesso strato di ghiaccio che lo ricopre, le sue gelide e cristalline acque sono brulicanti di vita. Lo dimostrano le ricerche di un gruppo di scienziati finlandesi e neozelandesi, Science Under the Ice, che da anni studiano i fragili ecosistemi marini antartici, sotto la piattaforma di Ross, per capire come i cambiamenti climatici incidano sul loro sviluppo.

Paesaggio antartico

Autore immagine: Patrick Degerman

L’ultima missione degli avventurosi ricercatori si è svolta a ottobre e novembre di quest’anno, mentre la precedente era avvenuta nel 2009. In questo lasso di tempo, la vita sottomarina è molto cambiata: il sito di immersione di New Harbour, una volta abitato solo da stelle marine e da pochi ricci di mare, quest’anno appariva molto diverso. Ciò significa, secondo Joanna Norkko, biologa marina dell’Università di Helsinki, che “i cambiamenti nelle comunità sul fondo marino dell’Antartico possono essere inaspettatamente rapidi”, oggi molto più ricco di specie e con una sorprendente differenza di densità degli animali.

Stella marina raccolta nelle acque dell’Antartide

Fonte immagine: Patrick Degerman

Il team di ricercatori, composto da nove persone (tra cui l’esploratore/fotografo Patrick Degerman, autore delle immagini), ancora non può pronunciarsi sui motivi che hanno prodotto questi notevoli cambiamenti.

Esplorazioni subacquee sotto la Piattaforma di Ross

Fonte immagine: Science Under the Ice

Durante le sei settimane di immersione in due diversi siti, New Harbour e Cape Evans, i subacquei hanno raccolto campioni di acqua, sedimenti, vegetali, oltre che effettuare riprese video dei fondali marini, che consentiranno di “contare gli animali che vivono sul fondo marino, e valutare se ci sono stati cambiamenti negli ultimi 15 anni”.

Stella marina sul fondale antartico

Fonte immagine: Peter Marriott

Ovviamente l’analisi dei campioni richiederà mesi di lavoro, mentre per l’elaborazione dei dati occorrerà molto più tempo. Tuttavia, i ricercatori possano già anticipare qualcosa, basandosi su ciò che hanno visto: negli ultimi anni lo strato di ghiaccio della piattaforma di Ross si è drammaticamente assottigliato, circostanza che permette alla luce di penetrare nei fondali per 15/20 metri, favorendo la crescita delle alghe e di conseguenza lo sviluppo della catena alimentare per la vita animale.

I sub scendono attraverso lo strato di ghiaccio

Fonte immagine: Science Under the Ice

A New Harbour, dove il ghiaccio era spesso circa 4,5 metri, ora il suo spessore è di soli 3 metri. Anche se le cause della riduzione del ghiaccio sono ancora in fase di studio, i recenti cambiamenti riscontati dagli scienziati potrebbero rappresentare il metro di paragone sulle conseguenze che i cambiamenti climatici, in particolare il ritirarsi dei ghiacci nei prossimi decenni, avranno sull’ecosistema marino antartico.

Fonte immagine: Patrick Degerman

L’aumento della biodiversità nelle acque di New Harbour non significa però che i cambiamenti climatici siano positivi, sono solo la dimostrazione “che l’ecosistema marino dipende molto dalle condizioni del ghiaccio” afferma Norkko, mentre “non possiamo ancora prevedere cosa porteranno questi cambiamenti in futuro”.

Fonte immagine: Patrick Degerman

Secondo i subacquei di Science Under the Ice, “immergersi in Antartide è fantastico”. Mentre sulla superficie il continente appare desolato – una bianca distesa di neve e ghiaccio rallegrata solo da foche e qualche pinguino – i fondali marini sono ricchi di vita.

Durante la missione, i ricercatori hanno effettuato quattro immersioni tutti i giorni: due subacquei si calavano in acqua, mentre uno restava ad attendere in superficie, pronto ad intervenire in caso di emergenza. La vera sfida è resistere alla bassissima temperatura dell’acqua (circa due gradi sotto lo zero), che rimane liquida solo per la notevole salinità del mare. Un pericolo reale è rappresentato dalla possibile “occupazione”, da parte di qualche foca, del foro attraverso il quale risalire. Fortunatamente non è mai avvenuto niente di così drammatico.

Il campo base sulla Piattaforma di Ross

Fonte immagine: Patrick Degerman

Science Under the Ice ha completato con successo il lavoro sul campo previsto per il 2017. Ora i ricercatori si impegneranno ad analizzare tutto il materiale raccolto, ma assolveranno anche un altro compito: aggiornare la pagina Facebook con le fotografie e gli spettacolari filmati del fondo marino antartico, perché far vedere gli ecosistemi nascosti dell’Antartide al grande pubblico, e allo stesso tempo mostrare tutto ciò che implica “fare scienza”, è una parte importante del loro lavoro.

Fonte Articolo: Earther.

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Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!