Shah Ceragh è un mausoleo e una moschea che si trova nella città di Shiraz, in Iran, e che ospita la tomba dei fratelli Muhammad e Ahmad, figli di Mūsā al-Kāẓim’ e fratelli di ‘Ali ar-Ridha. I due fratelli si rifugiano in città durante la persecuzione abbaside dei musulmani sciiti. Le tombe divennero celebri centri di pellegrinaggio durante il XIV° secolo, quando la regina, Tashi Khatun, fece erigere una moschea e una scuola di teologia nella zona.

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Tradotto dall’antico persiano, il nome Shāh-é-Chérāgh significa “Imperatore della Luce”, e il sito venne così nominato a causa della scoperta dell’Ayatollah Dastghā’ib, bisnonno dell’attuale Ayatollah omonimo). Egli scorgeva una luce da lontano, e decise di scoprire la sua origine. Seguì il bagliore sino ad arrivare ad una tomba all’interno di un cimitero, dove trovò uno scheletro con indosso un’armatura. Al dito lo scheletro portava un anello, sul quale erano incise le parole:

L’orgoglio appartiene a Dio, Ahmad figlio di Musa

La scoperta consentì di appurare che Sha Cheragh era il luogo di sepoltura dei figli di Mūsā al-Kāẓim’, settimo Imam sciita duodecimano. Il mausoleo è il principale luogo di pellegrinaggio di Shiraz, antica capitale persiana, cui affluiscono ogni anno decine di migliaia di persone. La sua storia si articola lungo tutto il secondo millenio, e inizia nel 1130 quando il primo ministro Amir Muqarrab al-din Badr al-din diede ordine di costruire la camera di sepoltura, la cupola e un portico colonnato.

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La moschea rimase in quello stato sino al 1344, quando la regina Tash Khatun diede ordine di ripararla e ampliarla, costruendo l’università di teologia, una sala per il pubblico e una tomba per se stessa sul lato sud. Nel 1506 fu riparata a causa dei danni del tempo, mentre nel 1588 fu necessario ricostruirne circa la metà perché crollata a causa di un terremoto.

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Nel 1827 fu arricchita della famosa ringhiera ornamentale della tomba, mentre nel 1852 furono necessarie numerosissime riparazioni a causa di un terremoto. Nel 1958 infine la cupola originale fu completamente sostituita da una in ferro, assai più leggera della precedente, che dovrebbe garantire una maggior durata nel tempo. L’attuale edificio è costituito dal portico originale con le sue dieci colonne sul lato orientale, un ampio santuario, una moschea sul lato occidentale del santuario, diverse tombe e varie sale attigue.

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Il lavoro decorativo, con i mosaici di vetro a specchi, le iscrizioni in stucco, le porte rivestite di pannelli d’argento, il portico e i dettagli più antichi, rendono il santuario un vero e proprio unicum in tutto il mondo. La tomba, con la sua ringhiera, è in una nicchia tra lo spazio sotto la cupola e la moschea.

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L’usanza di collocare la tomba in questa posizione, non direttamente sotto la cupola, è riscontrabile in altri siti di pellegrinaggio della città di Shiraz, e può esser considerata una peculiarità propria della città persiana. Due bassi minareti, che si trovano alle estremità del portico a colonne, aggiungono imponenza al mausoleo e al cortile, che lo circonda sui tre lati.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...