Si chiama Scorkl ed è uno dei gadget più interessanti presentati durante il 2017, un sistema di respirazione subacquea che sembra uscito da un film di 007. Iniziare ad esplorare gli ambienti sottomarini è una delle attività all’aria aperta più diffuse per chi, come tantissimi fra noi italiani, ha il mare vicinissimo a casa propria. Solitamente si parte con maschera e boccaglio, e poi in molti scelgono di avventurarsi a profondità elevate con l’ausilio di bombole e muta. Il primo scoglio per iniziare l’attività subacquea è certamente il costo e la difficoltà di organizzare immersioni con istruttori che ci insegnino a scendere con le bombole.

Scorkl è un prodotto pensato per ridurre al minimo la difficoltà di esercizio dell’attività subacquea con respirazione artificiale, grazie ad una forma piccolissima, alla facilità di carica dell’aria e al suo costo che, anche se a 600 dollari non può definirsi “economico”, è certamente più contenuto rispetto a quello delle normali bombole da sub.

Scorkl ha origini australiane, ed è pensato per un pubblico di appassionati che vogliano trascorrere sino a 10 minuti sott’acqua. La bombola non è diversa nel concetto da quelle più grandi, ovvero un contenitore con dell’aria tenuta in pressione, mentre l’erogatore ha la tecnologia monostadio comune a quella di molti regolatori utilizzati dai subacquei di tutto il mondo. Per sapere quanta aria rimane nella bombola è sufficiente controllare il manometro posto sul regolatore, e quando finisce è sufficiente tornare a riva e ricaricare la bombola con la pompa del kit, molto simile a quelle da bicicletta.

Per ora lo Scorkl è in fase di finanziamento preliminare per l’entrata in produzione, e sarà a breve oggetto di una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

L’equipaggiamento tipo dello “Scorkler”: Pinne, maschera e bombola:

Sotto, il video di presentazione:

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.