E‘ stata recentemente riportata alla luce una granata risalente all’epoca delle Crociate, scoperta in Israele da Marcel Mazliah, la cui famiglia ha donato questo e molti altri reperti in ferro di altre epoche al ministero delle antichità di Israele. La bomba era completamente differente da quelle che conosciamo oggi: realizzata in terracotta, aveva la funzione di granata incendiaria, simile ad una molotov. Al suo interno era infatti riempita con un composto a base di nafta che, non esplodendo ma incendiandosi, era assai efficace per mettere fuori combattimento le navi nemiche, bruciandole.

Le granate come questa, finemente rifinite, venivano infatti utilizzate durante le battaglie navali e non, come oggi, durante gli scontri ravvicinati a terra, dove si sarebbero mostrate quasi completamente inefficaci. La miscela contenuta all’interno, che doveva esser simile al Fuoco Greco utilizzato efficacemente dai Bizantini, era quasi impossibile da spegnere se incendiata, e portava distruzione o comunque ingenti danni alle imbarcazioni nemiche.

La Israelian Antiquity Authority ha dichiarato che le bombe incendiarie come queste erano assai popolari in Israele durante le crociate fra l’XI ed il XIII secolo, e furono utilizzate sino all’epoca mamelucca, fra il XIII e il XVI secolo.

 

La Granata non è l’unico elemento della collezione di Mazliah (foto sopra) che è stato donato alle autorità israeliane, e fra i reperti spiccano manufatti risalenti a 3.500 anni orsono. La famiglia dell’uomo, scomparso da poco, afferma che sono stati trovati durante gli anni di impiego presso la centrale di Hadera, nel distretto di Haifa.

 

Alcuni dei reperti consegnati includono un coltello dell’età del bronzo, due candelieri e due mortai con i pestelli risalenti all’XI secolo. Ayala Lester, curatore delle Israel Antiquities Authority, afferma che i reperti furono realizzati in Siria e successivamente portati in Israele. Gli esperti ritengono che gli oggetti di metallo caddero in mare durante il naufragio di una nave di un mercante di metallo del periodo islamico, e testimoniano l’importante commercio di metalli che interessò l’area durante quel periodo storico.

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.