Raccontare un’auto è un’esperienza che passa attraverso un’emozione, una sensazione che andrebbe vissuta fra curve e tornanti, oppure in città o nella guida di tutti i giorni. Raccontare quell’emozione è la sintesi della propria esperienza, che proprio dall’inevitabile prova pratica si forma nella mente del giornalista.

Quando Land Rover mi ha chiesto di raccontare la nuova Velar, presentata non a caso durante la Design Week al Museo della Permanente a Milano, ho pensato che sarebbe stato imprescindibile provare la vettura all’accensione, assaporando il piacere di spingere il gas o premere il freno, alla prima curva.

Mi sbagliavo

Mi sbagliavo perché Velar mi ha emozionato più di altre vetture che ho provato, anche se non l’ho messa in moto o non l’ho guidata fra i tornanti di montagna, o su strade fangose. Mi sbagliavo perché Velar mi ha emozionato per il design, per la cura del dettaglio, per la sensazione di trovarsi di fronte ad un oggetto eccezionale, come poche volte accade di fronte ad un prodotto creato dall’uomo.

© le fotografie sono state realizzate da Antonio Pinza.

Mi era accaduto con i quadri di Dalì, con le sculture di Michelangelo, con gli orologi di Rahms, con la lampada Flos dei Castiglioni ma anche con l’iPhone 5, lo skyline di Singapore o la Mercedes Ali di Gabbiano del ’54. Tutti oggetti, frutto di una semplice idea o sintesi del lavoro di molte persone, che riescono a condensare in sé il concetto di “bello”, rendendolo un piacere universale.

Velar è esattamente questo, un’emozione prima di provarla, un piacere nel guardarla che fa pensare a qualcosa di unico. Il design d’autore non si riconosce solo nella forma complessiva dell’auto, ma nei dettagli che ne denotano la differenza.

Una volta accesa si notano i particolari luminosi in contrasto con la sensazione di superficie pregiata del cruscotto:

L’interno porta non è bello solo per la forma, ma per la combinazione delle geometrie con i tessuti e le trame, persino, della copertura dell’altoparlante:

Le maniglie a scomparsa sono un connubio fra design e tecnologia:

Il design si riconosce anche in particolari a volte giudicati poco significativi, come “l’occhio” posteriore della Velar:

Dettagli e particolari che rendono Velar un’automobile che emoziona, sia ad uno sguardo scrupoloso sia all’osservatore più distratto.

E’ interessante notare come per i due scarichi si sia adottata una soluzione completamente integrata nella carrozzeria, un dettaglio che esemplifica, forse fra tutti, l’attenzione al design da parte di Land Rover.

Massimo Frascella, il designer italiano leader del team di progettazione:

Sotto, protagonisti della serata di presentazione, Massimo Frascella, Creative Director Exteriors Land Rover Design, ed Amy Frascella, Chief Designer Colour and Materials Land Rover Design, intervistati dal duo di designer milanesi DesignByGemini:

Per scoprire tutti i dettagli della Velar o anche solo divertirsi a personalizzarla seguite questo link!

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...