Si chiama Gita ed è realizzata da Piaggio Fast Forward il primo prototipo di valigia-drone completamente autonomo prodotto da un’azienda a livello mondiale. La valigia è un mix di dispositivi e di funzionalità, perfetti per accompagnare in viaggio chi non voglia (o possa) caricarsi di un peso come le valige o di chi voglia andare a fare la spesa, magari a piedi, senza ricorrere al carrellino a ruote. La Gita unisce diverse tecnologie come fra quella dei droni, in grado di muoversi autonomamente seguendo un percorso mediante il GPS, ma anche degli Scooter Self Balance, di cui il primo famoso prodotto fu il Segway, ma anche di una valigia, con una capacità di carico di 18 chilogrammi in grado di aiutare in modo decisivo una persona con difficoltà di carico o problemi motori.

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Il prototipo della Gita sarà presentato il 2 Febbraio a Boston, dove Piaggio Fast Forward (la nuova azienda creata da Roberto Colannino allo scopo di inventare i prodotti del futuro) ha sede e dove la Gita ha preso forma.

piaggio-gita-4Il concept della valigia che è sostanzialmente un soggetto autonomo non è solo divertente, ma svela diverse utilità, fra le quali quelle di consegna, risolvendo i problemi legati alle leggi di navigazione aerea che hanno bloccato diversi progetti (come quello di Amazon ma anche di tanti altri). Una Gita potrebbe anche esser impiegata per portare a spasso un cane, per spedire al figlio che abita al quartiere accanto la cena o per arrivare all’Aeroporto (vicino alla città, ovviamente) senza bagagli addosso, ma incontrandosi con la propria valigia direttamente all’ingresso dell’aerostazione.

piaggio-gita-1Naturalmente queste ipotesi rappresentano per ora un futuro ancora fantascientifico, ma entro pochi anni potrebbero diventare una realtà quotidiana. Gita sarà per ora data in prova ad organizzazioni Business, ma l’idea di Piaggio Fast Forward è quella di arrivare ad un prodotto finito pronto alla commercializzazione di massa.

piaggio-gita-2Sotto, alcuni video mostrano le applicazioni potenziali di Piaggio Gita:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...
  • Limp Yao

    in questo mondo certe tecnologie hanno limiti estremi, questa nello specifico e’evidente che non potrebbe circolare da sola, tecnologia permettendo, basta uno spray colorato sull’obiettivo per bloccarla. Immagino gia’il divertimento dei ragazzi nel giocare a farla cambiare strada. Non ultimo il gps non puo’funzionare, dato che con un aggeggino da 50 euro puoi bloccarne il flusso dati creando un ombrello che oscura qualunque GPS. Da li non si scappa. Per ora.. In realta’ queste tecnologie sono ricercate per scopi militari innazitutto. Dato il continuo aumento del materiale bellico individuale, ( mille anni fa erano 10 kg per soldato ora sono 200 kg). C’e’bisogno di portarsi appresso tutta la logistica personale e nello zaino non ci sta tutto. Molte aziende stanno lavorando in questo senso. Poi che venga propagnadata come aggeggio per portare a spasso il cane… ok… beato chi ci crede. 🙂
    Non ultimo occorre ricordare che in questo mondo, ogni balzo tecnologico produce progresso e miseria allo stesso tempo. Piu’automazione meno posti di lavoro. Non siamo contro il progresso, ma non e’ di questo mondo. Prima occorre necessariamente hackerare il sistema economico. Pochi sempre piu’ricchi e una massa in aumento sempre piu’misera. I dati lo confermano> 8 umani detengono la ricchezza pari a 2 miliardi e mezzo di umani. E’ ovvio che c’e’qualcosa di rotto, di non funzionante, di un bug estremo. Non risolvibile. Occorre cambiare sistema operativo, questo ha raggiunto da anni il suo massimo sviluppo. Non e’ piu’aggiornabile. Come il symbian, era nato per una tecnolgia specifica, ma quando la tecnologia hardware si e’ evoluta quel SO e’diventato obsoleto.