La fotografia sopra, scattata nel 1887, è una dimostrazione pratica del funzionamento dei ponti a campata centrale. Il “peso” centrale è Kaichi Watanabe, uno dei primi ingegneri giapponesi che studiarono nel Regno Unito. Gli altri due sono Sir John Fowler e Benjamin Baker dell’Imperial College di Londra. Fowler e Baker rappresentano, con le loro braccia, le travi a sbalzo, mentre i bastoni sottostanti sono sollecitati a compressione. I mattoni ai lati dei tre rappresentano le banchine del ponte stesso, e l’azione attiva delle banchine è visibile nello sforzo, che grazie al peso centrale si trasforma in una trazione uniforme sulle braccia dei due ingegneri ai lati di Watanabe.

I primi ponti a sbalzo comparvero nel XIX° Secolo, quando la necessità di unire lunghe distanze si fece impellente. Per risolvere il problema della lunghezza, gli ingegneri dell’epoca scoprirono come distribuire al meglio i carichi, contribuendo al raggiungimento delle lunghezze necessarie. I predecessori dei ponti a sbalzo avevano un punto di articolazione nella mezzeria, che serviva a distribuire uniformemente il carico. L’inventore del ponte a sbalzo fu Heinrich Gerber, che realizzò la prima struttura nel 1866 sul fiume Meno in Germania, nei pressi di Hassfurt. Per gli standard odierni era assai modesto, solo 38 metri, ma fu il pioniere dei ponti con travi a sbalzo.

forth-bridgeIl Forth Bridge, il ponte sul Firth of Forth nella parte orientale della Scozia, è uno dei ponti con travi a sbalzo più famosi al mondo. Il ponte fu costruito nel 1890 con un’impressionante lunghezza di 2528,7 metri, un record per l’epoca che gli è valso, nel 2015, il riconoscimento come patrimonio per l’umanità UNESCO. Il Forth Bridge è rimasto il più lungo ponte ferroviario sino al 1919, quando fu costruito il Quebec Bridge in Canada.

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.