Edmond Albius fu uno schiavo africano la cui storia è centrale nella storia della coltivazione della Vaniglia di tutto il mondo. All’età di 12 anni inventò una tecnica di impollinazione delle Orchidee della Vaniglia che permise di esportare i baccelli anche in zone calde del pianeta, tecnica utilizzata tutt’oggi nelle zone di maggior produzione della spezia, il Madagascar e l’Indonesia.

I colonizzatori francesi portarono alcuni baccelli di vaniglia a Réunion e alle Mauritius nel 1820, con la speranza di iniziare una produzione in loco. Tuttavia i baccelli si rivelarono sterili perché nessun insetto era in grado di impollinarli, e l’esperimento si rivelò antieconomico. Nel 1930 Charles Morren, un professore di botanica dell’Università di Liegi, in Belgio, sviluppò un metodo manuale per l’impollinazione dell’orchidea, ma la sua tecnica era lenta e laboriosa e rendeva poco conveniente la coltivazione della pianta.

Frutti-VanigliaNel 1841 uno schiavo di nome Edmond, che in seguito acquisì anche il patronimico “Albius” in onore al colore del fiore, scoprì come impollinare rapidamente l’orchidea della Vaniglia con un piccolo bastoncino appuntito ed un semplice gesto del pollice. Il procedimento, osservato al giorno d’oggi, può sembrare banalissimo (lo vedete nel video sottostante), il classico uovo di Colombo, ma sino alla scoperta di Albius nessuno aveva pensato di a questo sistema, tanto semplice quanto tremendamente efficace. Il metodo di impollinazione manuale di Albius è utilizzato ancor oggi per produrre le 12.000 tonnellate di vaniglia di tutto il mondo. Reunion divenne la prima isola di coltivazione della vaniglia ed il vicino Madagascar il centro principale al mondo dove questo fiore viene coltivato.

Nel 1848 la Francia abolì la schiavitù ed Edmond Albius divenne un uomo libero, trovando impiego come servo in una cucina. Fu in seguito condannato per aver rubato dei gioielli e costretto a 10 anni di prigione, che furono poi graziati dopo 5 anni di pena, per il suo impagabile contributo alla produzione di Vaniglia a Réunion. Morì in povertà a San Suzanne, nel 1880.

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.