Nel 1946 una diciannovenne aspirante attrice di Hollywood aveva urgentemente bisogno di un posto di lavoro. Norma Jean Dougherty, destinata a diventare conosciuta in tutto il mondo come Marilyn Monroe,  aveva appena divorziato dal marito e viveva all’Hollywood Studio Club, dove pagava 50 dollari al mese di affitto. L’edificio era la casa di tantissime aspiranti attrici di Hollywood, che sovente facevano la fame pur di riuscire a vivere a contatto con il mondo dello spettacolo.

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Nel 1946 iniziò la sua carriera di modella professionista e, sino al 1949 almeno, fu una delle tantissime modelle semi-anonime che vivevano nella città Californiana. Fu addirittura nel ’49 che posò nuda per Tom Kelley, che scattò il famoso servizio che finì sul primo numero del neonato mensile maschile Playboy.

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Anche se non è molto famosa come circostanza, prima di quegli scatti la Monroe aveva già posato integralmente nuda per Earl Moran, un artista che realizzava i celebri disegni di Pin-Up, le caricature erotiche più famose al mondo. La Monroe divenne una celebrità anche nel mondo della china, senza però che in molti conoscano l’associazione fra il suo viso e i disegni di Moran.

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La modella posava per 10 dollari l’ora (che convertiti in valuta attualizzata significano oltre 100 dollari l’ora) e si denudava integralmente, ispirando disegni che venivano visti milioni di volte in tutto il mondo. La Monroe era quindi già una star prima di diventare la famosa attrice che noi tutti abbiamo visto sul grande schermo, semplicemente non era famosa per le sue curve in carne ed ossa.

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Una delle tavole originali di Moran fu venduta nel 2011 per la cifra record di 83.650 dollari. Le immagini di Marylin al naturale, che trovate a questo link, furono pubblicate nel 1987 su Playboy, 25 anni dopo la sua morte e 3 anni dopo quella di Moran. Marilyn fece la fortuna di Playboy per 2 volte, ma Playboy non fece di certo la fortuna di Marilyn.

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L’attrice infatti posò per il famoso servizio del ’49 spinta dalla fame, ormai a corto di speranze sul diventare attrice Hollywoodiana. Nelle immagini in studio di Moran, che è bene specificare non sarebbero mai state pubblicate prima dell’87, Marilyn si firmava “Mona” Monroe, un soprannome che avrebbe abbandonato una volta raggiunta la celebrità.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…