Il “Burning man” è un festival di arte visionaria ed alternativa, che ha luogo ogni anno, dal 1991, nella città di Black Rock City, nel deserto del Nevada negli Stati Uniti. Risale al 2015 l’apparizione nel festival di una scultura giudicata tra le più suggestive ed interessanti del panorama artistico degli ultimi anni.

La scultura si intitolava “Love”, ed era l’opera di debutto di un talentuoso artista ucraino di Odessa di nome Alexander Milov.

Immagine di copertina: Reareading Love di VA Designer, sotto, fotografia di Vitaliy Dynega

Il tema del festival era “Carnevale di specchi”, in riferimento al mondo moderno dominato dai media, in cui la realtà risulta talvolta sfuggente ed inafferrabile proprio come un raggio di sole che colpisce degli specchi deformanti, un universo in cui scoprire l’autentico “sé” risulta sempre più difficile.

La scultura di Milov fa riferimento a questo tema, ponendo l’accento sui conflitti che sorgono tra l’apparenza esterna e le reali aspirazioni dell’io nascosto. In Love, un uomo e una donna sono seduti spalla a spalla, ciascuno apparentemente prigioniero della propria solitudine e della propria incomunicabilità con l’altro.

Le spalle di entrambi appaiono cadenti, come se fossero accasciate dall’angoscia, o gravate da un senso di sconforto. I loro corpi, costituiti da un’intelaiatura metallica, ricordano inequivocabilmente nella forma una gabbia, rimandando ad una fastidiosa idea di restrizione e di oppressione.

Mano a mano che cala la notte, i due bambini vengono illuminati sfiorandosi le mani:

Se riconduciamo l’opera alla tematica del festival del Burning Man, possiamo immaginare che tale prigione sia rappresentata per Milov dall’inseguimento di falsi valori che, se da un lato soddisfano il nostro narcisismo, dall’altro entrano talvolta in conflitto con il nostro sentire profondo e con la naturale compassione verso i nostri simili.

La necessità di comunicazione e di contatto è simboleggiata infatti dai due bambini racchiusi nell’armatura degli adulti, che anelano invece a toccarsi. I bambini sono due forme incandescenti e trasparenti, in piedi, che si sfiorano le mani attraverso la struttura metallica in segno di unità. La trasparenza delle sagome indica forse quanto sia fragile e vulnerabile la nostra intimità.

Sotto, l’autore spiega la propria opera:

Il contrasto tra le forme dei quattro personaggi è amplificato dall’uso dei materiali che l’artista utilizza per creare le sue figure. Il metallo utilizzato per gli adulti trasmette una sensazione di isolamento dal mondo esterno, ma rimanda anche metaforicamente all’idea dell’indipendenza dell’individuo adulto, mentre il bagliore avvolgente che emana dalle figure infantili, e che si irradia in tutte le direzioni, rimanda all’innocente desiderio di condivisione, tipico della sensibilità dei bambini, ed alla loro dipendenza dagli altri.

Fotografia di Vitaliy Dynega

Questo confronto tra le due fasi della vita riflette il messaggio di Milov: entriamo in questo mondo desiderando solo l’unione e l’amore, ma la società ci trasforma, rendendoci incapaci di vivere i rapporti nel modo sereno e fiducioso della nostra infanzia.

Attraverso lo straordinario potere evocativo di “Love”, l’artista di Odessa ci ricorda, a suo modo, quanto sia importante riscoprire la semplicità e la purezza, che sono tra valori autentici della natura umana, natura umana che spesso maschera, sotto il conflitto con gli altri, solo l’insopprimibile desiderio di amare ed essere amata.

 

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Giovanna Potenza

Amo scrivere spaziando in ambiti storico-filosofico-letterari.
Sono intellettualmente curiosa ed amo confrontarmi con culture diverse, che scopro attraverso i miei viaggi, sebbene la Gran Bretagna rappresenti il mio luogo dell’anima.