Le “sette meraviglie del mondo antico” è una lista con le costruzioni più note e imponenti che hanno affascinato i popoli dell’antichità classica. Di queste sette meraviglie soltanto una è giunta sino a noi, la Grande Piramide della piana di Giza, mentre il Colosso di Rodi, il Faro di Alessandria, la Statua di Zeus, il Mausoleo di Alicarnasso ed il Tempio di Artemide sono purtroppo scomparsi dalla faccia della terra. Anche l’ultima meraviglia, i Giardini Pensili di Babilonia, è scomparsa, ma di questa non si ha certezza nemmeno della storicità dell’esistenza.

Sotto, una ricostruzione del tutto immaginifica del Colosso di Rodi. La navi non transitarono mai al di sotto della statua, che era alta “solo” 32 metri:

Di queste meraviglie sono giunte sino a noi numerose descrizioni, grazie a racconti e poesie di viaggio, e le fonti sono per lo più riconducibili al mondo greco. L’elenco con le sette meraviglie, una classificazione storica che ha avuto amplissima diffusione, anche popolare, non è emerso in tempi moderni sino al rinascimento e alla riscoperta dell’estetica classica.

La Statua di Zeus a Olimpia:

Verso la fine del IV secolo avanti Cristo, con Alessandro Magno, la Grecia aveva conquistato buona parte dei popoli più evoluti, fra cui Egizi, Persiani e Babilonesi. Rimasti sorpresi dalla maestosità degli edifici visitati, alcuni greci iniziarono a registrare, sotto forma di testi e disegni, ciò che videro in quel mondo divenuto “paese”. I primi scritti riguardanti un elenco di meraviglie iniziano ad apparire in Grecia attorno al I Secolo avanti Cristo.

Il Tempio di Artemide a Efeso:

Nei primi scritti gli antichi Greci parlarono di “Theamata”, traducibile in “viste” o “cose da vedere” (Tà heptà theámata tēs oikoumenēs [gēs]), la parola meraviglia venne successivamente. Il primo riferimento scritto alle “Sette Meraviglie” è del poeta Antipatro di Sidone, del 140 avanti Cristo circa, che le menzionava in una lista. La sua poesia le descrive:

Ho posto gli occhi sulle grandi mura di Babilonia antica, su cui resta una strada per carri, e sulla statua di Zeus presso l’Alfeo, ed i giardini pensili, ed il Colosso del dio Sole, e il gran lavoro dell’alte piramidi e di Mausolo la gran tomba; ma quando io vidi la casa d’Artemide
che sormonta le nubi, persero tutte codeste meraviglie il loro splendore e allora dissi: “Invero, mai il Sole vide una grandezza così ampia”

Sotto, una ricostruzione ipotetica del Mausoleo di Alicarnasso:

Secondo la storiografia moderna, fu il Faro di Alessandria l’ultima della sette meraviglie ad essere completata, nel 280 avanti Cristo, mentre il Colosso di Rodi la prima ad essere distrutta, nel 226 avanti Cristo.

Sotto, il Faro di Alessandria:

Le sette meraviglie rimasero visibili contemporaneamente per soli 54 anni

Il Colosso venne abbattuto da un terremoto, ma rimase comunque visibile nel porto di Rodi per i successivi secoli, sino a quando, nel 653, gli Arabi lo distrussero tagliandolo in blocchi.

Una grafica mostra i Giardini Pensili di Babilonia:

Di queste sette meraviglie rimane ben poco, e solo la Grande Piramide, la più antica di tutte, è giunta sino agli anni 2000 con una forma sostanzialmente simile a quella che doveva avere in antichità. Terremoti ed incendi distrussero gli edifici, dei quali vennero sovente utilizzati i materiali per realizzare nuove costruzioni.

– Il tempio di Artemide fu distrutto dai goti nel 263 ed i suoi materiali impiegati anche a Santa Sofia a Istanbul

– Il Faro di Alessandria cadde in due terremoti nel 1303 e nel 1323

– La Statua di Zeus fu distrutta in un incendio, non a Olimpia ma a Costantinopoli, nel 475, dov’era stata portata dal funzionario Lauso

– Il Mausoleo di Alicarnasso fu distrutto in una serie di terremoti fra il XII ed il XV secolo, ed oggi, oltre ai resti in situ, sono rimaste conservate le statue dei cavalli, visibili al British Museum di Londra

– Il Colosso di Rodi fu abbattuto da un Terremoto nel 226 avanti Cristo

– I Giardini di Babilonia sono l’opera “mitica” della lista, e si ipotizza siano stati distrutti nel I secolo dopo Cristo

Fonti: tutte le pagine Wikipedia dedicate alle meraviglie e Wikipedia versione inglese per la Timeline grafica delle meraviglie.

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.