Abdesslam Laraki è un famoso disegnatore di Yacht di lusso che ha trasferito le proprie conoscenze di design di grandi imbarcazioni all’interno di questa “Epitome“, una supercar sportiva dai numeri e dalle caratteristiche tecniche impressionanti. Ma partiamo da principio. Laraki è al terzo tentativo nel mondo dell’auto, e questa volta sembra sia la volta buona, dopo aver realizzato nel 1999 la “Fulgura” derivata da una Lamborghini Diablo e nel 2005 la “Borak“, di derivazione Mercedes, senza mai riuscire ad entrare in produzione. Per la terza prova ha deciso di concentrare i propri sforzi nella modifica (se così si può chiamare) di una vettura americana, la Chevrolet Corvette C6.

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L‘auto è stata profondamente rivista in quasi tutti i suoi aspetti tranne che nel telaio, che rimane simile a quello originale, e nella cilindrata del motore, sempre da 7 litri. Il design della vettura è un mix di stili che comprendono sia l’eleganza delle forme curve di auto d’epoca che l’aggressività di linee slanciate. La carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio, caratteristica che consente di fermare la lancetta della bilancia a soli 1270 chilogrammi, ma il particolare da urlo è sicuramente il motore. Oltre ad aver pompato sino a 1200 i cavalli del motore in configurazione standard, il buon Laraki ha pensato di includere un serbatoio aggiuntivo destinato alla benzina a 110 ottani, capaci di far raggiungere al propulsore la strabiliante potenza di 1700 cavalli.

La velocità massima di quest’auto è solo ipotizzabile, ma è possibile si avvicini ai 500 chilometri orari, paragonata ad altre vetture dalla simile carrozzeria ma con potenza e peso meno vantaggiosi. Quest’auto esclusiva avrà un costo di 2 milioni di dollari e sarà prodotta in soli 9 esemplari, che andranno ad arricchire collezioni di sultani e ricchi appassionati.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...