Benito Mussolini visse un’adolescenza professionale travagliata a causa delle sue idee socialiste profondamente anticlericali, che gli resero la carriera come insegnante quasi impossibile, rendendo vani gli studi e il diploma conseguito. Nel Luglio del 1902 entrò in Svizzera e andò ad abitare a Losanna, dove iniziò la carriera di giornalista che, a varie riprese, proseguì per diversi anni. Mussolini emigrò in Svizzera per fuggire la leva obbligatoria, una circostanza decisamente ironica considerando gli sviluppi seguenti delle sue politiche militari. A Losanna fu muratore, manovale e garzone di bottega, iscrivendosi al sindacato locale e diventandone in seguito segretario.

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In Svizzera scrisse per L’Avvenire del lavoratore, un giornale di stampo socialista famoso a livello nazionale. Il 18 giugno del 1903 Mussolini venne arrestato dalla polizia di Berna per il suo ruolo di agitatore in uno sciopero generale, e fu scattata una fotografia segnaletica che divenne assai famosa nei decenni seguenti. Nella didascalia dell’immagine viene riportato erroneamente il nome Benedetto Mussolini, a causa di un errore dello scrittore. Il futuro dittatore trascorse 12 giorni in Carcere, per poi esser liberato con un decreto di espulsione dal Canton Berna. L’anno seguente, nell’Aprile del 1904, venne arrestato a Ginevra per il permesso di soggiorno falsificato (ironia della sorte). A Novembre del 1904, grazie all’amnistia concessa dal Re Umberto I per i renitenti alla Leva, Mussolini tornò in Italia. Il futuro dittatore svolse infine il servizio di Leva.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…