Questa serratura fu realizzata dal fabbro britannico John Wilkes intorno al 1680. Essa può considerarsi lo stato dell’arte per le chiusure di sicurezza del XVII secolo, un rompicapo inestricabile per chi avesse tentato di accedere al contenuto dell’armadio che chiudeva. La serratura fu forgiata in acciaio e ottono, ed ha diverse parti mobili che, combinate fra loro, consentono di svolgere numerose operazioni di controllo dell’accesso, apertura, chiusura e numerazione delle aperture.

Perché tanta sicurezza?

Se oggi i documenti più importanti sono spesso contenuti in file e supporti elettronici, un tempo naturalmente erano documenti scritti, a volte redatti con informazioni segrete in grado di far cadere un Re o uno Stato.

La serratura reca l’iscrizione:

If I had ye gift of tongue
I would declare and do no wrong
Who ye are yt come by stealth
To impare my Master’s wealth.

Johannes Wilkes, de Birmingham Fecit

Che, tradotto:

Se avessi il dono della lingua (parola)
Vorrei dichiarare e non farei male
Chi siete se venite invisibili
Per *impare la ricchezza dei miei Padroni.

*presumibilmente rubare o appropriarsi

Come funzionava la serratura?

Il soldato al centro è, intuitivamente, la chiave di tutto. Il buco per la serratura si trova dietro la sua gamba, che viene mossa da un’apertura a scatto azionata dal pulsante sotto al tacco del piede. Il cappello del fante aziona la prima chiusura in alto (scrocco), che viene aperto tenendo premuto il cappello in basso e girando la manopola principale.

La chiave fa girare sia lo scrocco sia il chiavistello contemporaneamente, mentre quando il chiavistello viene aperto la ruota numerata di fronte al fante compie uno scatto, consentendo al proprietario di sapere se la serratura sia stata aperta in sua assenza. Per azzerare il conteggio delle aperture si deve tener premuto un piccolissimo pulsante posto sul petto del fante e contemporaneamente far girare la chiave.

La serratura è conservata al Victoria & Albert Museum di Londra.

Sotto, il video che mostra le operazioni di apertura della serratura:

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.