Prima della sua pressoché totale distruzione, avvenuta negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, la città di Hildesheim, in Bassa Sassonia, era un piccolo gioiello architettonico, che vantava all’incirca 1500 “case a graticcio” dagli incantevoli rilievi dipinti, risalenti ad un periodo compreso tra il 16° e il 18° secolo. Questo patrimonio storico andò distrutto tra febbraio e marzo del 1945, quando le forze alleate bombardarono sistematicamente la città.

Fu colpita anche l’antica cattedrale, risalente al 9° secolo, sulla cui costruzione si narrano diverse leggende, che riguardano principalmente una pianta di rosa selvatica, o rosa canina, chiamata Rosa di Hildesheim, o Roseto Millenario, che si pensa essere la più antica rosa vivente.

Sotto, i rami della rosa, marcati con l’anno di crescita:

Il roseto fu piantata, secondo la leggenda, dal re Ludovico il Pio, nell’815. Oggi la pianta si arrampica sulle mura della cattedrale ricostruita, dedicata all’Assunzione di Maria. Anche se la chiesa fu completamente distrutta, e il cespuglio sepolto dalle macerie, le radici sopravvissero e fecero sbocciare un nuovo arbusto.

Secondo la leggenda, l’imperatore Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, un giorno dell’815 si perse nella foresta, mentre andava a caccia. Disorientato e solo, perse il suo cavallo e vagò per tutto il giorno, finché non si sdraiò spossato vicino ad un cespuglio di rosa canina, antico simbolo della dea sassone Hulda. Ludovico portava con sé una reliquia della Madonna, che invocò prima di addormentarsi. Al suo risveglio, il terreno era coperto di neve, nonostante fosse piena estate e la rosa in piena fioritura.

Sotto, il dipinto che illustra la leggenda, conservato al Museo della Cattedrale:

Il re cercò la teca contenente la preziosa reliquia, e la trovò coperta di ghiaccio, tra i rami del roseto. Ludovico interpretò questo avvenimento “miracoloso” come un messaggio inviato dalla dea Hulda – protettrice dei mestieri femminili, ma anche associata all’inverno (quando nevica si dice che Hulda sia sbattendo il suo cuscino di piume) – per dirgli che in futuro, in quel luogo, doveva essere venerata, anziché lei, la Vergina Maria.

Solo dopo essere stato ritrovato dai suoi servitori, l’imperatore fece la solenne promessa di far costruire una cattedrale in onore di Maria, proprio dove c’era il cespuglio di rose. La chiesa fu costruita in modo che la pianta si potesse arrampicare sul muro esterno dell’abside, alle spalle dell’altare.

La Rosa in una cartolina del 1905:

La storia della rosa millenaria ha ispirato molti poeti e scrittori, e più tardi anche registi: due film muti furono girati proprio su storie liberamente ispirate al cespuglio miracoloso, “La Madonna delle rose” (1924) e “Reveletion” (1918), entrambi tratti dallo stesso libro di Mabel Wagnalis, “The Rosebush of a Thousand Years”.

La rosa nel contesto architettonico della cattedrale:

Condividi
Annalisa Lo Monaco
Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!