Cecil B. DeMille è uno dei registi più famosi della storia, autore di pellicole come “I 10 Comandamenti”, “Sansone e Dalila” e molti altri film biblici, di moda fra gli anni ’20 e gli anni ’50. Nel 1923 girò una prima versione de “I 10 Comandamenti” (lo rifarà nel ’56 con Charlton Heston), un film che, per gli standard di allora, fu un colossal di proporzioni mastodontiche. Il regista e produttore spese 1,4 milioni di dollari, costruendo una città egizia nei pressi di Guadalupe, in California. Statue colossali, piramidi, templi e altre costruzioni rappresentarono una vera e propria meraviglia della finzione cinematografica. Poi, terminate le riprese, del set si perse completamente traccia, perché distrutto dalla stessa casa di produzione con dinamite e bulldozzer.

Perché DeMille volle distruggere il set cinematografico?

Il produttore temeva che un’ambientazione tanto curata venisse usata da altri registi, e preferì distruggere tutto quanto. Il lavoro dei 1.600 lavoratori impiegati per la costruzione di una città egizia rimase dimenticato per oltre 60 anni.

Peter Brosnan, appassionato di cinema, riuscì a scoprire il luogo del set grazie agli indizi che DeMille stesso lasciò nella propria autobiografia. Era il 1983, ma Brosnan non aveva i fondi per far scavare il set perduto.

In seguito, siamo nel 1990, Brosnan accede a un prestito per rilevare l’area. La mappatura digitale riesce ad identificare ben 12 sfingi in gesso costruite per girare il film, ma le statue non vengono recuperate.

Nel 2012, ormai a 30 anni dalle prime scoperte di Brosnan, vengono fatti i primi scavi per riportare alla luce la città perduta di DeMille. Si scopre che molte delle strutture, delle statue e degli oggetti erano realizzati in gesso, e che si stanno rapidamente deteriorando. La città egizia di DeMille viene alla luce anche spontaneamente, perché le numerose tempeste che colpiscono l’area contribuiscono a far emergere dei reperti.

Oggi il sito è un luogo registrato fra le antichità archeologiche della California, e nessuno può portar via nessun “souvenir” dalla città. Le costruzioni, ove possibile, sono state protette dalle autorità, e l’anno prossimo saranno ricostruite come erano in origine e utilizzate per un’esposizione in loco.

Il volto di una statua:

Sotto, il trailer del documentario realizzato da Peter Brosnan sulla sua “ossessiva” ricerca:

DeMille, ironicamente, nella sua biografia del ’59 scrisse:

Se tra mille anni gli archeologi scaveranno sotto le sabbie di Guadalupe, spero non si precipitino a pubblicare la “sorprendente notizia” che la civiltà egizia, lungi dall’essere confinata nella Valle del Nilo, si estendeva fino alla costa del Pacifico del Nord America

Sotto, una delle statue in gesso:

Sotto, un passaggio de “I 10 Comandamenti” del 1923:

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…