Arriva dalla Gran Bretagna una delle novità più interessanti per i droni a pilotaggio autonomo e remoto delle ultime settimane, e il nome dietro il suo annuncio è quello di un’azienda nativa digitale per le consegne di cibo: Just Eat. L’azienda alimentare ha stretto una partnership con Starship Technologies, fondata nel 2014 dai due co-fondatori di Skype, che ha sviluppato un robot a guida autonoma per consegnare cibo e piccoli pacchi ai consumatori entro un breve raggio dal punto dell’ordine.

Just-Eat-Drone-Starship-1Il robot, ma sarebbe corretto definirlo drone vista la natura autonoma della guida e di tutta una serie di compiti che svolge in modo indipendente dai controlli umani, è un piccolo parallelepipedo a sei ruote con un coperchio nella parte superiore. Il mezzo si muove fra i marciapiedi delle città in modo automatico e, una volta giunto a destinazione, apre il coperchio a seguito della selezione dell’utente attraverso l’app dedicata, consegnando il proprio contenuto soltanto a colui che lo ha ordinato (o al ricevente, mediante un codice segreto).

Just-Eat-Drone-Starship-2Le peculiarità del mezzo sono numerose, fra cui la possibilità di muoversi in ambienti chiusi mediante percorsi pensati per gli esseri umani. Inoltre, ed è il principale vantaggio rispetto ai tanti esempi di APR per le consegne (aeromobili a pilotaggio remoto), questo piccolo robot non è sottoposto ad alcuna legge di controllo del volo come quelle di ENAC o EASA, gli enti italiani ed europei di regolamentazione del volo civile.

Just-Eat-Drone-Starship30 Droni di Just Eat hanno già percorso ben 8.000 chilometri attraverso le città di Greenwich, Milton Keynes e Glastonbury, incontrando circa 400.000 persone, senza registrare alcun incidente. La società prevede di iniziare ad impiegare i mezzi entro il 2016, riuscendo, finalmente, a dare un seguito reale alla tecnologia di consegna mediante macchine a controllo remoto, con buona pace delle notizie semi/bufala di Amazon e altri player dell’e-commerce mondiale.

Sotto, il video di presentazione dello “Starship”:

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.