New York era la capitale della cultura urbana degli anni ’70 e ’80, in un periodo che ha lasciato un duraturo segno nell’arte e nella cultura moderna. Quel periodo sembra lontanissimo nel tempo, e il volto della Grande Mela è cambiato profondamente da quel periodo di ribellioni urbane al sapore di graffiti e polvere da sparo. Martha Cooper fu la fotografa che documentò quegli anni in modo forse più vivido di tutti, regalandoci un ritratto della capitale che ci appare completamente diverso dal volto odierno della città.

Gli artisti urbani di quegli anni abbellirono (o imbrattarono, a seconda dei punti di vista) moltissimi angoli della città, ma il loro terreno di gioco preferito era certamente quello della metropolitana, vero e proprio simbolo della realtà suburbana newyorkese. La fotografia della Cooper con i due agenti e la ragazza di colore che guardano l’obiettivo divenne un simbolo della città, e moltissimi fotografi seguirono l’esempio della fotoreporter del New York Post, fotografando (quasi) ogni centimetro quadrato della Subway. Confrontando le fotografie con quelle di Kubrick del 1946, risulta evidente l’enorme differenza dello scenario, anche se erano passati, in fondo, soltanto 25 anni.

Sotto: Martha Cooper

Metro New York anni 70 e 80 01

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 02

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 03

Fotografia di Richard Sandler

Metro New York anni 70 e 80 06

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 04

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 08

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 09

Fotografia di John Conn

Metro New York anni 70 e 80 12Metro New York anni 70 e 80 05

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 07

Fotografia di John Conn

Metro New York anni 70 e 80 14

Fotografia di John Conn

Metro New York anni 70 e 80 13

Fotografia di Bruce Davidson

Metro New York anni 70 e 80 10

Fotografia di John Conn

Metro New York anni 70 e 80 11

Leggi anche:

I Baci “rubati” di New York fotografati per 30 anni da Mark Weber

 

Condividi
Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...