Quanto hanno influito i cambiamenti climatici sulla forma e sull’apparenza del nostro pianeta? Se fino a qualche tempo fa la questione poteva essere opinabile, da non molto tempo a questa parte esiste un nuovo strumento realizzato dalla NASA per comprendere in modo dettagliato quanto siano cambiate le apparenze della terra viste dall’alto. Il sito “Images of Changes” mostra infatti 309 fotografie del “prima e dopo” di tantissimi luoghi che sono stati profondamente modificati dall’intervento umano e dal riscaldamento globale.

Le immagini non sono soltanto dei rilievi satellitari, ma includono anche delle fotografie d’epoca, spesso risalenti ai primi anni del secolo scorso, che ci mettono di fronte all’impietosa realtà: il pianeta è cambiato, profondamente, a causa del deteriorativo intervento umano. Di recente sono stati sottoscritti importanti accordi politici per tentare di invertire la tendenza all’inquinamento, accordi che includono anche la firma dei rappresentanti cinesi, un traguardo di rilevanza fondamentale per un reale miglioramento delle emissioni inquinanti. Il tempo a disposizione per invertire il corso degli eventi è limitato, e soluzioni condivise per salvare il nostro mondo sono fondamentali per raggiungere rapidamente una soluzione.

In copertina, il Lago Oroville in California, fotografato nel Luglio 2010 e nell’Agosto 2016.

Il lago Chiquita in Argentina. Luglio 1998 — Settembre 2011

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Il Ghiacciaio Toboggan in Alaska, Giugno 1909 — Settembre 2000

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Il Ghiacciaio Pedersen in Alaska, Estate 1917 — Estate 2005

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Il Grande fiume costruito dall’uomo in Libia, Aprile 1987 — Aprile 2010

Si tratta del progetto ingegneristico su larga scala più grande del mondo. Una rete di tubi, acquedotti e forniture più lunghe di 500 chilometri. Il sistema di distribuzione idrico consente di rifornire d’acqua il deserto.

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Foresta Uruguaiana Marzo 1975 — Febbraio 2009

L’Uruguay ha fatto incrementare le proprie foreste da 45.000 a 900.000 ettari.

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Il Ghiacciaio Muir in Alaska, Agosto 1941 — Agosto 2004

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Il ghiacciaio Qori Kalis in Peru, Luglio 1978 — Luglio 2011

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Il ghiacciaio Carroll in Alaska, Agosto 1906 — Settembre 2003

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Il lago Powell, in Arizona e Utah, Marzo 1999 — Maggio 2014

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Lago d’Aral, Asia centrale, Agosto 2000 — Agosto 2014

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Ghiacciaio Bear in Alaska, luglio 1909 — Agosto 2005

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Ghiacciaio McCarty, in Alaska. Luglio 1909 — Agosto 2004

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Il fiume Dasht, in Pakistan, Agosto 1999 — Giugno 2011

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Una Foresta in Rondonia, in Brasile, Giugno del 1975 — Agosto 2009

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La foresta Mabira, in Uganda. Novembre 2001 — Gennaio 2006.

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Il Cervino, nelle Alpi, al confine fra Svizzera e Italia, Agosto 1960 — Agosto 2005

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…

  • Di male in peggio, povera Terra dei miei padri…auguri!

  • Giulio Ferrari

    Solo pochi piccoli Paesi come Uruguay, Bhutan e Norvegia vanno in controtendenza e si riempiono di foreste.

  • Johnny Calamity

    Il mare d’Aral è quasi scomparso per la deviazione dei due fiumi principali, per irrigazione delle terre adiacenti.

  • Mac

    Somethings is good for someone

  • OneR1ng

    Impressionante e terrificante