Richard Throssel fu un membro del popolo Cree, nativi americani stanziati principalmente in Canada. Nel 1902, quando aveva 21 anni, si trasferì a vivere in una Riserva dei Crow (Corvi), in Montana; la tribù lo adottò, e Richard rimase con loro fino al 1911.

In quegli anni, il popolo dei Corvi era già morente, confinato in una Riserva, mentre, fino a non troppi anni prima, erano una delle tribù più conosciute del “selvaggio west”, anche per la collaborazione con il governo americano durante le “guerre indiane”. A titolo di esempio, sei dei loro esploratori erano presenti al fianco del generale Custer nella battaglia di Little Big Horn. Quando fu chiaro l’esito dello scontro, gli scout indiani indossarono le loro vesti tradizionali, per morire come guerrieri Crow.

Quando Throssel arrivò nel Montana, i Corvi seguivano ancora un modo di vivere tradizionale: vivevano nei tepee, ballavano danze cerimoniali intorno al fuoco, e addestravano i loro ragazzi a diventare cacciatori e guerrieri.

Ma stavano cominciando anche i primi cambiamenti: fu costruita la prima capanna in legno, tipica abitazione dei coloni americani, e i ragazzi andavano a scuola nella riserva, dove gli insegnanti erano “bianchi” o missionari.

La scuola nella Riserva dei Crow

Le fotografie di Throssel sono una testimonianza rara della vita di una tribù di nativi americani, colta proprio mentre stava cambiando per sempre, gli ultimi scorci di un passato che non sarebbe mai più ritornato.

Throssel fu “allievo” di Edward Curtis, e fece sua la scelta stilistica di connotare romanticamente uno stile di vita tradizionale che stava svanendo.

Ma le sue fotografie si sviluppano da un punto di vista privilegiato: lui era un membro della tribù e viveva nella Riserva. Questo gli consentiva di fotografare la vita quotidiana della sua gente, in un momento di transizione: oltre a soggetti con vestiti e atteggiamenti tradizionali, ce ne sono altri colti nella loro “normalità” contemporanea, mentre svolgono azioni legate alla vita di tutti i giorni.

Ad un fotografo “bianco” non sarebbe mai stato possibile ottenere tanta fiducia, e nemmeno avrebbe potuto assistere a cerimonie sacre, tanto che Curtis inserì nella sua monumentale opera – “The North American Indian”  una foto di Throssel, per documentare una danza tribale.

“Animaldance” di R. Throssel, pubblicata nel libro “The North American Indian”

Guerrieri a Cavallo

Throssel riuscì forse a rendere un’immagine più onesta e sincera dei Corvi, meno “in posa”, rispetto ad Edward Curtis, che voleva far rivivere un passato romantico, consapevole della sua imminente fine.

Un bambino indossa il copricapo del padre

Richard Throssel – Corvi#5:

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Richard Throssel – Corvi#9:

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    “Mocassino Peloso”, uno degli esploratori sopravvissuti a Little Big Horn:

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Annalisa Lo Monaco
Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!