Come si racconta il ventre di una città? Quella parte viva e mobile che non smette mai di muoversi, fremere e agitarsi, composta da ogni singola azione dei suoi abitanti? Émile Zola nel’800 raccontava Parigi attraverso il suo mercato mattutino, un luogo che non dormiva mai e che era sempre in frenetico e pulsante movimento, quasi fosse una creatura viva.

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Il fotografo giapponese Masashi Wakui non usa la penna per raffigurare la città, ma attende che il sole cali sopra la “sua” Tokyo per uscire a immortalare luci, colori e abitanti della seconda metropoli più popolata al mondo. Il suo racconto si snoda attraverso le vie e gli incroci di una città che non dorme mai, raffigurata come si trattasse di un lontano ricordo.

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Il processo che porta all’immagine finita è decisamente interessante. Wakui fotografa le scene e le ambientazioni che più lo attraggono, per poi iniziare un articolato lavoro di post produzione. Al computer infatti le immagini vengono amplificate nella propria vitalità, rendendole, quasi tutte, degne di esser pensate come set di un colossal cinematografico.

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Wakui ha organizzato il suo racconto fotografico di Tokyo su Flickr, dove oltre quarantamila persone hanno scelto di seguirlo nel suo viaggio attraverso i canali del suo splendido “ventre” giapponese.

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Matteo Rubboli
Appassionato di tecnologia, in particolar modo di fotografia e arti digitali, è blogger su Vanilla Magazine.