Un soldato guarda il fotografo e gli ride in faccia con occhi spiritati, incluso in una più ampia fotografia che mostra una scena durante la battaglia di Flers-Courcelette (15-22 settembre 1916) nell’articolata offensiva della Somme. Accanto a lui diversi compagni sono curati da altri, mentre al di sopra la terra mostra le reliquie ancora calde della battaglia, come fucili ed elmetti abbandonati.

Il soldato senza nome è accovacciato, nessuno forse si è accorto del suo stato mentale, ma è in preda allo “Shell Shock”, traducibile in italiano come “Shock da bombardamento”, che provocava danni mentali temporanei o permanenti negli uomini impegnati al fronte. La certezza del suo stato traumatizzato ci viene da un particolare curioso riguardo la fotografia:

Il soldato sta ridendo

A quel tempo il riso nelle fotografie era considerato sconveniente, o comunque certamente poco comune, e l’uomo accovacciato in trincea ebbe una reazione assolutamente anomala nei confronti del fotografo, e in sostanza aveva poco da ridere.

I sintomi dello “Shell Shock” erano sovente affaticamento, tremori, confusione, incubi, incapacità di ragionare (da cui il termine: Scemo di Guerra, ad indicare un reduce impazzito). Le circostanze in cui questi uomini si trovarono furono devastanti: affrontavano armi che negavano ogni possibilità di eroismo, coraggio o abilità, ed il 60% dei caduti venne ucciso dal fuoco di artiglieria, sparato da chilometri di distanza, che ancora avvelena la terra come nella zona della battaglia di Verdun.

L’aspetto tragico della vicenda è che spesso le vittime di questa sindrome invalidante, simile ma non uguale al “disturbo post-traumatico da stress”, vennero processate per diserzione, e alcuni soldati vennero in seguito giustiziati.

Il Generale britannico John Gort arrivò ad affermare che, nei reparti “buoni”, non si era assistito a nessun tipo di “shell Shock”, e che quindi era da associare alla codardia. Ovviamente, alcuni soldati finsero disturbi mentali con la speranza di esser congedati, ma in moltissimi casi (e si vede un esempio nel video sotto), tanti di loro vennero segnati per sempre dall’esperienza della Guerra. L’immagine con il soldato che ride è una delle 5 fotografie più terrificanti della Grande Guerra, e ricorda gli effetti, anche psicologici e non solo fisici, della devastazione causata dai conflitti armati.

Sotto, il video che mostra gli effetti dello Shell Shock:

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Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così…
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  • Alessandro Lorino

    in modo minore, ma sappiamo dalle immaggini, che questo tipo di shock ha colpito gran parte dei manifestanti che a genova nel 2001 hanno subito violenze inaspettate….purtroppo la storia non serve quando gli interessi economici la sovrastano….
    <0

    • QP

      Verissimo, ho anche io un paio di amici di servizio quel giorno che ad oggi non si sono ancora ripresi.

  • Cristiano Porqueddu

    L’orrore della specie umana.