Per molte persone, il primo omicidio al mondo fu quello compiuto da Caino, che uccise il mite fratello Abele. Di questo primo delitto non esiste però nessuna prova, a parte il racconto biblico. Pare invece probabile che alcuni archeologi abbiano trovato la documentazione storica di quello che, nella realtà, potrebbe essere stato il primo assassinio al mondo.

Secondo gli archeo-investigatori, le ferite letali riscontrate su un teschio umano ritrovato in Spagna, possono essere considerate le prove del primo caso di omicidio della storia: un ominide primitivo fu ucciso con due colpi sferrati alla testa con la stessa “arma”, poco sopra l’occhio sinistro. Il tipo di frattura, l’orientamento dei colpi, e l’uso di uno stesso oggetto contundente suggeriscono, secondo i ricercatori, che i colpi furono inflitti da una mano “esperta”, con l’intento di uccidere. La scoperta sarebbe la dimostrazione che la violenza omicida è un comportamento umano molto antico: quello che viene indicato come “Cranio 17” è la prima vittima di questo aspetto del carattere umano che pare accomuni ominidi e uomini moderni.

Nell’immagine sotto:

(A) Vista frontale del cranio 17 in cui si apprezzano due eventi traumatici: T1 (inferiore) e T2 (superiore).

(B) Dettagli ectocraniali di fratture traumatiche che mostrano due rientranze simili (frecce nere) lungo il bordo superiore delle linee di frattura. L’orientamento dei due eventi traumatici è diverso.

(C) dettagli con una lente di ingrandimento 2X di un microscopio ottico.

(D) Vista endocranica di T1 e T2, che mostra la grande delaminazione corticale della parte interna (frecce nere).

Il ‘luogo del delitto’ si trova nella Sierra de Atapuerca, nel sito chiamato Sima de los Huesos (la fossa delle ossa), un pozzo profondo 12 metri, che prosegue con una galleria lunga 10, e termina in una sala di 15 metri quadrati. La grotta contiene i resti di almeno 28 diversi individui, ma come siano arrivati lì rimane ancora un mistero. Secondo il paleontologo Juan-Luis Arsuaga, la grotta era un cimitero, e tutti gli ominidi vi furono gettati deliberatamente.

Il sito conserva una grande quantità di fossili preistorici, una miniera di preziose informazioni, che sono allo studio da ormai molti anni. Nel 2013, lo studio del DNA estratto da una gamba trovata a Sima, ha dimostrato che i resti risalivano ad un Homo vissuto 430.000 anni fa, durante il Pleistocene Medio, antenato dell’Uomo di Neanderthal, ma imparentato anche con l’uomo di Denisova, un gruppo di ominidi i cui resti sono stati trovati, finora, solo in Siberia.

Sima de los Huesos, paradossalmente, sembra fornire più interrogativi che spiegazioni: a quale gruppo appartenevano gli uomini sepolti, e come potevano essere imparentati con loro simili tanto lontani?

Ma soprattutto: quale fu il movente del primo delitto della storia? Questo Cold Case è sicuramente destinato a rimanere irrisolto!

Fonti: Paleoantropologia hoy

Condividi
Annalisa Lo Monaco
Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!