La Storia del progresso scientifico è piena di frodi, di cui spesso si sono resi responsabili anche scienziati di valore. La tentazione di usare la propria autorità e credibilità per ottenere fama, onori e ricchezze, infatti, non risparmia nessuna categoria.

Di casi potremmo citante moltissimi, ma alcuni sono particolarmente interessanti perché nascondono dei misteri che non sono stati ancora risolti. Per esempio, quello di Paul Kammerer, dietro il quale si nasconde quello che appare come un vero e proprio romanzo d’appendice con tanto di pene d’amore, spionaggio, intrighi internazionali e implicazioni politiche.

Kammerer era un austriaco, nato nel 1880. Fu un giovane geniale ed eclettico, dedito alla ricerca ma anche alla musica; appassionatosi allo studio delle coincidenze, ne raccolse un’ampia raccolta di casi inspiegabili in un libro in cui espose la sua “teoria della serialità” (citata poi da Carl Gustav Jung al momento di elaborare la sua “teoria della sincronicità”).

In laboratorio, lavorò soprattutto sugli anfibi e condusse su di essi degli esperimenti molto arditi. Sapendo che spesso essi accentuano o annullano gli effetti delle loro metamorfosi da girino ad adulto a seconda delle condizioni ambientali in cui vivono, provò a farli vivere in situazioni ambientali estreme per vedere come cambiavano di generazione in generazione. I risultati furono stupefacenti e confermarono la sua adesione alla corrente di pensiero evoluzionista detta lamarckismo, contrapposta ai darwinisti.

I biologi evoluzionisti tra il XIX e l’inizio del XX secolo, si dividevano in due categorie in conflitto tra loro:

  • I lamarckisti seguivano le idee di Lamarck per cui l’uso e il non uso degli organi porterebbe al loro sviluppo o alla loro atrofia, e i caratteri così acquisiti si trasmetterebbero alle generazioni successive;
  • I darwinisti seguivano le idee di Darwin, per cui le variazioni dei caratteri emergono casualmente da una generazione all’altra e vengono selezionate dalle condizioni ambientali che eliminano quelle sfavorevoli e conservano quelle favorevoli.

Oggi, la “battaglia” è stata vinta dai darwinisti, anche se la “Teoria sintetica dell’Evoluzione” ha rivisto, alla luce delle nuove scoperte genetiche, una serie di punti che i darwinisti classici non avevano potuto chiarire: tale teoria sintetica è comunque da considerarsi ancora “in divenire” e non certo definitiva. Sul rospo detto “ostetrico” (perché il maschio si porta sulla schiena le uova fecondate finché i girini diventano autonomi), Kammerer osservò la comparsa di particolari callosità sulle zampe dei maschi, che facilitano l’accoppiamento in acqua permettendo di tenere ferme le femmine. Tale carattere, inizialmente non presente, si evidenziò dopo che i rospi furono costretti ad accoppiarsi in acqua, tenendoli in un ambiente dalle temperature troppo alte all’esterno, e fu trasmesso alle generazioni successive.

Pochi gli credettero e l’insigne studioso inglese William Bateson lo attaccò ripetutamente, dandogli del ciarlatano. Tuttavia, dopo una serie di conferenze in Inghilterra e negli Usa, Kammerer cominciò ad avere successo e la sua fama attraversò tutto il mondo, tanto che gli fu offerta una prestigiosa cattedra all’università di Mosca, dove avrebbe diretto un laboratorio ottimamente attrezzato.

Mentre si trovava in Russia a preparare il trasferimento, nel 1926, il suo istituto di Vienna ricevette la visita dello zoologo Gladwyn K. Noble, massimo esperto americano di anfibi e rettili. Questo, dopo aver chiesto il permesso a Kammerer per telefono, esaminò i suoi animali e scoprì che le callosità erano state ottenute attraverso iniezioni d‘inchiostro di china. Lo scandalo che ne seguì fu talmente clamoroso che Kammerer, oltretutto depresso in seguito ad una delusione sentimentale, dopo aver inizialmente riconosciuto che i reperti erano stati alterati e aver protestato la propria innocenza, 6 settimane dopo la rivelazione di Noble, si sparò.

Inizialmente, sembrò che il suo suicidio fosse un’esplicita ammissione di colpevolezza; ma molti, a partire dal politico russo Anatoly Lunacharsky e dallo scrittore anglo-ungherese Arthur Koestler, hanno sempre sostenuto che la frode non fu commessa da Kammerer, ma da altri.  Lunacharsky, Commissario all’Istruzione nell’Urss di Stalin, durante gli anni ’30 realizzò un documentario didattico che illustrava i lavori di Kammerer. Ma, poiché i rospi ostetrici nei filmati non rendevano abbastanza bene, Lunacharsky finì per sostituirli con le molto più fotogeniche salamandre, approfittando del fatto che Kammerer aveva effettivamente lavorato anche sulle salamandre, ma senza ottenere gli stessi risultati che dichiarava di aver ottenuto con il rospo ostetrico.

Sul tema della contraffazione compiuta da soggetti diversi da Kammerer, ci sono diverse ipotesi:

  • Hans Przibram, amico e diretto superiore di Kammerer, avrebbe goffamente alterato i reperti per rendere più evidenti le caratteristiche osservate, sull’evidenza delle quali cui non tutti erano d’accordo;
  • I reperti sarebbero stati alterati, per le stesse ragioni, da un assistente non identificato, per le stesse ragioni;
  • Qualcuno mai identificato manomise i reperti di Kammerer, approfittando della sua assenza, apposta per screditarlo e rovinarlo per sempre. Quest’ultima teoria è quella più seguita, anche adesso.

Lunacharsky e Koestler hanno sostenuto con vigore che a screditare Kammerer sia stato qualcuno legato agli ambienti di estrema destra, tra i quali lo scienziato era molto odiato perché socialista e pacifista. Il fatto curioso, però, è che le variazioni osservate da Kammerer si sono rivelate possibili, anche se possono benissimo essere interpretate in chiave darwinista. Come ha osservato, tra gli altri, Stephen Jay Gould (un neo-darwinista che ha dato un grande contributo alla Teoria Sintetica), i rospi ostetrici discendono da rospi atavici che avevano callosità di quel tipo; dunque è possibilissimo che ne conservino ancora i geni e che, in condizioni ambientali estreme, questi geni atavici siano favoriti dalla selezione naturale. Quindi, Kammerer interpretò male (anche perché allora la genetica era molto meno sviluppata di adesso) le sue osservazioni, ma le compì senza “taroccare” il materiale di studio.

Il “mistero” della sua vicenda resta ancora aperto

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Roberto Cocchis
Barese di nascita, napoletano di adozione, 53 anni tutti in giro per l'Italia inseguendo le occasioni di lavoro, oggi vivo in provincia di Caserta e insegno Scienze nei licei. Nel frattempo, ho avuto un figlio, raccolto una biblioteca di oltre 10.000 volumi e coltivato due passioni, per la musica e per la fotografia. Nei miei primi 40 anni ho letto molto e scritto poco, ma adesso sto scoprendo il gusto di scrivere. Fino ad oggi ho pubblicato un'antologia di racconti (“Il giardino sommerso”) e un romanzo (“A qualunque costo”), entrambi con Lettere Animate. Scrivo un blog “L'angolo giallo” e due pagine di cinema su Facebook “Eternamente sul grande schermo” e “Perle per porci”, e collaboro con diverse testate e siti italiani.