Hugo Jaeger fu uno dei due fotografi personali di Adolf Hitler, che accompagnò il Führer sia durante gli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale sia nel mezzo del conflitto, e gli scattò circa 2.000 fotografie a colori. All’epoca, Jaeger fu uno dei pochi fotografi che scattava a colori, un lavoro documentario di eccezionale valore che ci consegna un ritratto della Germania nazista sorprendentemente vivido, molto più dettagliato e fedele rispetto alle fotografie in bianco e nero.

Sotto, 1938 – Hitler parla a Lustgarten a Berlino

Jaeger iniziò a seguire Hitler nel 1936, e lo accompagnò sino alla fine, poco prima del Bunker di Berlino. A differenza del più famoso fotografo personale del dittatore tedesco, Heinrich Hoffmann, Jaeger riuscì a non farsi sequestrare gli scatti dagli statunitensi, con un espediente singolare. Il fotografo aveva custodita tutta la documentazione fotografica in una valigia in pelle, che conteneva al suo interno varie altre cose, fra cui una bottiglia di cognac.

1939 – Hitler durante una sessione del Reichstag, Berlino

Quando Jaeger incontrò gli statunitensi, e questi scoprirono un uomo con un numero così impressionante di negativi raffiguranti la Germania Nazista e Hitler, i sospetti naturalmente furono di un qualche tipo di collaboratore del partito nazionalsocialista. Jaeger riuscì a salvare sia i negativi sia forse la sua vita, proprio grazie alla bottiglia di cognac che si trovava all’interno, che i soldati americani divisero con lui, dimenticando le fotografie.

1937 – Il congresso dei Reich a Norimberga

Il fotografo fu quindi lasciato libero dagli statunitensi, che non compresero per nulla la portata del personaggio storico che avevano trovato di fronte. L’uomo riuscì quindi a seppellire le immagini in 12 vasetti di vetro, in un terreno fuori Monaco. Curiosamente il fotografo di Hitler sotterrò i negativi come Henryck Ross, che documentò gli orrori nazisti nel ghetto di Lodz. Jaeger tornò ogni anno a controllare che i vasetti fossero al loro posto, sino al 1955, quando disseppellì definitivamente tutte le fotografie e le archiviò in una cassetta valori di una banca. 10 anni più tardi le vendette alla rivista LIFE, che le pubblicò per prima, e che nel 2009 le pubblicò su internet divise in quattro gallerie differenti.

Sotto, 1939 – Adolf Hitler saluta le truppe della Legione Condor che hanno combattuto a fianco dei nazionalisti spagnoli nella guerra civile spagnola, durante una manifestazione per il loro ritorno in Germania.

I colori delle immagini di Jaeger ci consentono di comprendere la potenza della propaganda nazista, e quanto le scenografie degli eventi pubblici fossero curate nei minimi dettagli. Ci fa anche capire la portata numerica dei seguaci del nazismo che, come in un enorme esperimento da “Terza Onda”, si trovarono a seguire, forse inconsciamente, l’elité degli uomini del Terzo Reich.

1938 – La cerimonia della posa della prima pietra della Volkswagen, Wolfsburg.

Nelle immagini di Jaeger non si trovano riferimenti ad aspetti negativi della Germania nazista, come ad esempio le campagne promozionali del Pervitin, la metamfetamina che divenne una specie di “Siero del Super Soldato Nazista”. Le immagini erano tutte “vincenti”, celebrative della grandezza e della forza della Germania.

1938 – una scena di strada durante la cerimonia della posa della prima pietra della fabbrica della Volkswagen.

1939 – il giorno dei veterani del Reich

1938 – Il congresso del Reich a Norimberga

Il ministro della propaganda Joseph Goebbels parla al Lustgarten di Berlino, nel 1938.

1938 – Norimberga

1938 – Hilter con alcuni portabandiera al congresso del partito di Norimberga

Alcuni soldati marciano con l’insegna del Reich

1934 – Reichserntedankfest

1938 – Alcuni ufficiali nazisti sulla strada per la posa della prima pietra della Volkswagen

1938 – La lega della Ragazze della Germania ad una festa al Congresso del Reich a Norimberga

1938 – La folla esulta per la volontà di Hitler di unire Austria e Germania

1939 – Berlino illuminata in occasione del cinquantesimo compleanno di Hitler

1938 – L’investitura annuale delle SS al Feldherrnhalle di Monaco

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...