Prima di premere il bottone che avrebbe innescato la più grande esplosione non nucleare della storia, l’ufficiale britannico che doveva dare il via all’Operazione Big-Bang si preoccupò di salvare i molti uccelli dell’isola di Helgoland: spaventati da una piccola detonazione, volarono via.

Poi, un’esplosione apocalittica scosse la piccola isola del Mare del Nord, mentre 6.700 tonnellate di esplosivi scagliavano in cielo una miscela di quelle cose con cui gli inglesi non volevano più avere a che fare: fortificazioni tedesche della seconda guerra mondiale, e un’enorme stock di munizioni appartenute ai nazisti, oltre ad una parte di scogliera di arenaria. Era il 18 aprile 1947.

Sulla terraferma, chi viveva fino a 150 chilometri dall’isola, aveva ricevuto l’avvertimento di tenere aperte le finestre, per evitare che esplodessero, precauzione veramente indispensabile, se si pensa che la detonazione fu registrata fino in Sicilia.

I 2500 abitanti di Helgoland, già evacuati nella città costiera di Cuxhaven durante la seconda guerra mondiale, temevano che la loro isola sarebbe stata completamente distrutta, ma non fu così: oggi è tornata ad essere una meta turistica, come lo era stata in passato.

Helgoland è un piccolo arcipelago del Mare del Nord (formato da due isole, di cui solo una abitata), a circa 40 chilometri dalla costa tedesca, ricordato anche dallo storico romano Tacito come le Colonne d’Ercole. La sua popolazione discende dagli antichi Frisoni, il cui re si ritirò a vivere qui, nel 697 dC, dopo essere stato sconfitto dai Franchi.

Nel corso della storia, la posizione strategica di Helgoland suscitò l’interesse di diverse nazioni: nel 1402 divenne un dominio tedesco, nel 1714 ne presero possesso i danesi, e nel 1807 i britannici, che la sfruttarono per contrabbandare delle merci durante il blocco navale voluto da Napoleone, durante la sua campagna di conquista dell’Europa.

Verso la fine del 19° secolo, gli inglesi barattarono con i tedeschi l’isola, prendendo in cambio Zanzibar: mentre il Regno Unito si garantiva il controllo sull’Africa Orientale, la Germania acquisiva quello sul Canale di Kiel, appena realizzato.

Il Kaiser costruì un’imponente fortificazione sull’isola, e fece evacuare la popolazione, nell’imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale. E certo non fu un caso che le prime battaglie navali della Grande Guerra furono combattute nelle vicinanze di Helgoland. Quando il conflitto finì, gli abitanti tornarono sull’isola, e la trasformarono in una prestigiosa meta turistica.

Questo periodo di pace e di prosperità non durò a lungo. Hitler scelse Helgoland come base navale, dove fece scavare gallerie e un bunker sotterraneo per i suoi sottomarini. Già nel 1939 la Gran Bretagna cercò di bombardare l’isola, ma uscì sconfitta: tra il dicembre 1939 e il gennaio 1940 perse 24 bombardieri della RAF e tre sottomarini.

Con la sconfitta della Germania, l’isola tornò sotto il dominio britannico, che decise di distruggere, per sempre, le infrastrutture militari di Helgoland, forse tentando di sommergere l’intera isola.

Il 18 aprile 1947, a mezzogiorno, furono fatte detonare 4.000 siluri, 9.000 bombe di profondità, e più di 91.000 granate: una nube nera si alzò fino a 6.000 metri sopra il cielo di Helgoland, scuotendo l’isola fino nelle sue profondità marine.

L’Operazione Big Bang provocò la reazione dei tedeschi, che cominciarono a pretendere la restituzione dell’isola. Lo storico Jan Rüger commenta così quegli avvenimenti:

“Come sempre nella storia c’è un lato paradossale in questi eventi. In questo caso si trova nel modo in cui tutta la Germania ha visto questo come un momento in cui loro erano vittime, dopo una guerra in cui il resto d’Europa è stata vittima dell’aggressione tedesca”.

Nel 1952 Helgoland tornò effettivamente ad essere un’isola tedesca che, pur completamente cambiata nella sua morfologia, accolse i suoi tenaci abitanti, da anni in attesa di poter tornare a casa. Da allora è fiorita l’industria turistica, e non si sono più viste caserme militari.

Helgoland ad oggi è un sito turistico ed un porto franco. L’isola è stata anche identificata, dai fan di Harry Potter, come il luogo dove sorge la prigione di Azkaban, situata in “Mezzo al Mare del Nord”.

Sotto, il video dell’Esplosione:

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Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!