IGlass Pavillion, padiglione di vetro, è una nuova icona dell’architettura moderna e si trova a Santa Barbara, in California, ed è stata progettata dall’architetto Steve Hermann. L’abitazione dispone di 1290 metri quadrati di superficie calpestabile, divisi in cinque camere da letto, cinque bagni, una cucina con una cantina di vini e una galleria di auto d’epoca. Si tratta di un edificio di riferimento che regola l’asticella di ciò che il modernismo è o può essere. Durante il secolo scorso furono realizzati un paio di grandi edifici che hanno definito il modernismo e hanno ispirato una generazione ad immaginare ciò che è possibile non solo in architettura, ma nella società nel suo complesso. Il Padiglione di Barcellona di Mies Van Der Rohe così come la casa di vetro di Phillip Johnson sono due di queste strutture. Oggi, questo Glass Pavillion traccia la strada di un nuovo modernismo, ridefinendone il concetto nel nuovo millennio.

Situato all’interno di un bosco di querce a Montecito, una zona di Santa Barbara, questa casa quasi interamente in vetro permette agli occupanti di essere all’interno completamente avvolti nella natura. Attraverso l’uso di massicce travi di acciaio strutturale, la casa è in grado di apparire quasi senza peso, librandosi sopra ad un’ampio prato. La sua realizzazione ha richiesto sei anni di lavoro, ed i pannelli di vetro utilizzati sono del tipo Starfireglass, un vetro eccezionalmente trasparente solitamente riservato alle vetrine per i gioielli. La cucina ed i bagni portano le firma prestigiose di Varena, Poliform e Antonio Lupi, a testimoniare l’ancora eccellente livello del design italiano e della sua percezione nel mondo.

In ogni ambito di realizzazione degli interni e degli esterni sono stati impiegati i migliori prodotti di tutto il mondo per rendere questa casa impeccabile sotto ogni aspetto. Il padiglione in vetro comprende una galleria d’arte in cui il proprietario attualmente mostra la propria collezione di auto d’epoca. Lo spazio è talmente grande che è in grado di contenere sino a 32 auto tra le sue pareti rivestite di noce. In definitiva si tratta di una casa praticamente senza pari. La combinazione di un innovativo stile architettonico e l’estrema qualità di ogni dettaglio riservato alle finiture la rendono il nuovo punto di riferimento del lusso e dell’eccellenza abitativa. Probabilmente si tratta del culmine dell’architettura residenziale di questa epoca e definirà gli standard del modernismo dei nostri tempi.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...
  • Luca

    Con tutto il rispetto, è fin troppo palese che questo articolo non sia stato scritto da una persona che ha un minimo di cultura architettonica. E con cultura non intendo quella che la maggior parte delle persone pensa di “costruirsi” leggendo i volumi De Agostini che escono settimanalmente in edicola. Questa casa scimmiotta, con risultati deludenti in fatto di proporzioni ed evoluzioni architettoniche, quelle che sono vere e proprie pietre miliari dell’Architettura con la A maiuscola, altro che definizione di standard (neo)modernisti. Con il budget in mano a quel progettista chiunque avrebbe fatto la villa più “cool” del mondo, per difinirla una nuova icona ci vuole un bel coraggio e una buona dose di superficialità.
    p.s. chissà quanto consuma, solo negli Stati Uniti si può pensare di costruire edifici con una sostenibilità ambientale così irrilevante.

    • Luca

      Scusate il doppio commento.

      • Matteo Rubboli

        Ciao Luca, accetto la critica e la rispetto. Cancello il doppio commento sotto però, ripetere le cose è superfluo 🙂