A cosa serve, e come si usa un Drone? DJI pensa che sia una macchina per fare video, che possa esser trasportato con facilità, che sia sicuro anche in mani non esperte e che sia un oggetto complessivamente “bello”. In una parola: Mavic. In questo piccolo paragrafo si nasconde il segreto della semplicità del nuovo quadricottero DJI, atteso da tempo e che ha mantenuto (forse superato) le aspettative della vigilia. Mavic è un mezzo che fa della semplicità di utilizzo e della sua trasportabilità i propri punti di forza, ma anche che consente agli utilizzatori più esperti di utilizzarlo con i Google DJI per le corse FPV, di fare video 4K a 30fps, di fare navigazione waypoint (probabile al 90%) e di effettuare tutta quella serie di operazioni che consente l’app DJI Go in grado di rendere un drone un macchinario davvero avveniristico.

Il confronto che la maggior parte della stampa specializzata ha fatto è stato con il GoPro Karma, drone atteso da oltre un anno e che è stato letteralmente sopravanzato dalla tecnologia del Mavic. Probabilmente il paragone, impari, non tiene conto del prezzo dei due dispositivi, 1.199 euro per il DJI contro i circa 800 euro del GoPro, e del fatto che quest’ultimo abbia il gimbal estraibile e utilizzabile a mano (Karma Grip). I critici del Karma gli contestano la mancanza dei sensori di posizione e rilevamento ostacoli, la mancanza di navigazione waypoint e tutta una serie di altre carenze che lo rendono poco appetibile per un dronista di medio livello.

Dji-Mavic-2Mavic è sicuramente un prodotto assai diverso da Karma, sostanzialmente un DJI Phantom 4 ridotto ad un peso udi 700 grammi e trasportabile appeso ad una tasca. Karma è un drone “supporto” a Hero 5 e al gimbal manuale, senza funzionalità avanzate ma dal prezzo, per un utilizzatore GoPro, certamente assai interessante.

Per comprendere il DJI Mavic però è interessante guardare i video prodotti dall’azienda e pubblicati su Youtube. Nel video di presentazione generale vengono elencate le caratteristiche principali:

  • Utilizzo con radiocomando o solo Smartphone
  • Follow Me Automatico
  • Mantenimento dell’altezza anche in casi di dislivelli
  • Video 4K 30 fps
  • DJI Googgle per volo in FPV
  • 27 minuti di autonomia

Sotto, il video che spiega la funzionalità livestreaming sul web tramite Facebook e Youtube:

Sotto Dji ci fa capire perché sia tanto importante la funzionalità di evitamento degli ostacoli e le potenzialità d’utilizzo dei sensori di mantenimento automatico dell’altezza:

Mentre nel video sotto vengono mostrate le potenzialità d’utilizzo dei Googgle FPV per realizzare sfide con altri utilizzatori di Mavic. Il drone ha altresì una velocità impressionante, 64 chilometri orari, che lo rendono adattissimo anche ad un utilizzo “racing”.

Alla fine della carrellata delle funzioni promesse da Mavic, e con già i primi video di riprese che stanno iniziando a comparire su Youtube (qui il solito Casey Neistat che lo prova a poche ore dalla presentazione) si possono certamente trarre numerose conclusioni.

Mavic si potrebbe definire il drone consumer 2.0. La definizione non è tanto per le funzionalità, simili in tutto e per tutto al Phantom 4, ma quanto per la leggerezza, per la trasportabilità e per lo spettro di applicazioni cui Mavic è adatto. Il Phantom è un eccellente quadricottero, che è stato in grado di creare da solo un mercato dove prima un mercato non c’era (una specie di iPhone dei droni). Mavic ha il compito di far evolvere quel mercato e di rendere i droni degli strumenti a tutto tondo, utilizzabili in ambito video come in ambito racing, in grado di evitare ostacoli ma anche di mantenere l’altezza, ma sopratutto in grado di esser trasportati ovunque, con la stessa facilità di uno smartphone.

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...