DJI ha onorato le attese e ieri ha presentato il nuovo Inspire 2, versione rinnovata del suo drone per riprese video di classe professionale, stupendo i dronisti per le caratteristiche tecniche implementate in una macchina dal design sostanzialmente identico alla prima versione, uscita esattamente due anni e due giorni orsono. Il nuovo Inspire è simile alla versione precedente molto nella forma ma meno nella sostanza. Sensori anticollisione, video a 5,2K, Camera FPV dedicata, batterie e sensori ridondanti, display dedicato e resistenza a temperature bassissime, sono alcune delle caratteristiche che rendono Inspire 2 un gioiello di tecnologia venduto ad un prezzo accessibile.

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Il primo particolare che desta maggior interesse è il comparto della sensoristica. Adiacente all’attacco per il Gimbal delle Zenmuse si trovano tre videocamere in grado di evitare gli ostacoli a livello frontale e di offrire al pilota la visuale Live sul monitor del radiocomando. Nella parte inferiore del drone si trovano i sensori ad infrarossi in grado di rilevare le condizioni del terreno, l’altezza da terra ed eventuali ostacoli a livello verticale. I sensori sono tanto precisi che aumentano di molto la sicurezza, ed impediscono al drone di atterrare su superfici inadatte come, ad esempio, l’acqua del mare.

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Per l’aspetto normativo, in particolar modo per ENAC in Italia ma anche per la FAA negli Stati Uniti, i sensori del drone sono ridondanti, consentendo un livello di sicurezza a prova di guasto. Il particolare non è irrilevante, perché consente di effettuare dei sorvoli in zone cittadine e in occasioni di operazioni di diverso livello di criticità in ottemperanza alle normative ENAC.

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Altra novità di rilievo che accompagna Inspire 2 è senza dubbio il monitor Crystalsky, progettato appositamente per operazioni professionali. Il monitor si monta sulla radio del drone in luogo dello smartphone o tablet tradizionali, ed offre non solo una grande qualità video, ma anche la visuale in condizioni di forte luminosità del sole, la possibilità di operare anche a bassissime temperature e una batteria aggiuntiva da montare al posteriore per sessioni di registrazioni (o diretta) video prolungate. I monitor sono disponibili in due versioni, da 5,5 e 7,85 pollici, con luminosità a partire da 1.000 cd/m2 per il più piccolo e 2.000 per lo schermo più grande. La risoluzione è di 2048×1536 per il 7,85 pollici e Full HD per quello da 5,5 pollici.

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Il comparto batterie è sensibilmente differente rispetto al passato, forse una delle innovazioni più significative in termini di sicurezza di volo. Le unità sono ora due, e consentono operazioni di volo di circa 27 minuti. Se la differenza di autonomia è praticamente irrilevante rispetto al passato, la doppia batteria è necessaria a garantire all’operatore la sicurezza del mezzo, che potrebbe precipitare in caso di malfunzionamento di una singola unità.

Le batterie non solo sono due, ma hanno anche un meccanismo di “riscaldamento” interno, che consente al drone di operare anche in condizioni di freddo estremo come in ambienti montani. Il drone caduto vicino allo sciatore dell’anno scorso è un memento assolutamente significativo…

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Il design del quadricottero dal punto di vista frontale viene quindi impreziosito e reso ancora più tecnologico dai sensori di volo. La camera per il video sul radiocomando del pilota è in grado di orientarsi soltanto su due assi, e quindi rappresenta una funzionalità limitata (ma perfettamente compendiata allo scopo) rispetto all’FPV tradizionale.

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Il comparto video non poteva rimanere inalterato, e le Zenmuse rappresentavano e rappresentano a tutt’oggi quanto di meglio il mercato abbia da offrire per le videocamere dedicate esclusivamente ai droni. La prima novità è la X4S, che ha un sensore da un pollice, riprende in 4K a 60 FPS e apertura F/2.8. Il prezzo comprensivo del Gimbal è di 699 euro sullo store DJI.

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La X5S riesce a raggiungere la risoluzione di 5,2K, dedicata ai professionisti del Cinema, ha un sensore Micro 4/3 e rappresenta una novità per il mercato professionale che va ad affiancarsi alla X5R. Viene venduta a 2.199 euro sullo store DJI.

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Nel caso in cui si voglia regolare la messa a fuoco della X5S in modo manuale, DJI ha presentato anche il DJI Focus, un sistema di messa a fuoco remoto per professionisti del video. Controllando con una rotellona molto “analogica” l’immagine, si sarà in grado di regolare la messa a fuoco della videocamera anche da remoto, con una precisione assai superiore alla modalità automatica. Il Focus viene venduto a 1.132 euro sullo store DJI.

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Per completare un quadro di drone dalle prestazioni video di livello professionale, in DJI hanno pensato che queste dovessero essere condite da prestazioni dinamiche di assoluto rilievo. Inspire 2 è in grado infatti di raggiungere l’incredibile velocità (per un drone di queste dimensioni) di 108 chilometri orari, praticamente in grado di filmare da un ghepardo lanciato alla massima velocità. Il drone non è soltanto velocissimo, ma in grado di raggiungere altezze “stratoferiche” con le eliche dedicate, che gli consentono di alzarsi sino a 5.000 metri di altezza. Chiaramente lo scopo non è quello di “armare” potenziali terroristi, ma consentire ai professionisti dei video di riprendere anche in alta/altissima montagna.

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Per completare la disamina su Inspire 2 è bene parlare di prezzi. Inspire 2 base costa 3.399 euro sul sito ufficiale della casa, in consegna a partire da Gennaio 2017. Grazie all’uscita del nuovo drone il prezzo di attacco di Inspire 1 v 2.0 è calato sensibilmente, con un prezzo che oggi è di 1.599 euro. Per ora per Inspire 2 non si notano pacchetti più completi sul sito, ma a breve verranno sicuramente pubblicati i prezzi delle versioni con 2 radiocomandi e Zenmuse integrate.

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine.
Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così…