La Famiglia Addams, protagonista di serie TV, film e cartoni animati è indubbiamente conosciuta da un enorme numero di persone. E’ forse meno noto l’inventore della strana famiglia, Charles Samuel Addams, detto Chas.

Charles nacque il 7 gennaio 1912, in una famiglia imparentata alla lontana con quella di due presidenti degli Stati Uniti: John Adams, e John Quincy Adams. Da bambino veniva considerato “una specie di monello”, e già allora, come ebbe a dire un suo amico d’infanzia “il suo senso dell’umorismo era un po’ diverso da quello di chiunque altro”.

Per due volte fu fermato dalla polizia per violazione di domicilio, dopo che si era introdotto in una casa di Dudley Avenue e poi in una su Elm Street, nella sua città natale, Westfield, in New Jersey. Questi due edifici furono la fonte di ispirazione per il futuro palazzo della Famiglia Addams, così come il College Hall, la più vecchia costruzione nel campus dell’Università della Pennsylvania.

Questo ragazzo, con un senso dell’umorismo un po’ macabro, amava anche frequentare il cimitero presbiteriano su Mountain Avenue.

Il padre, comprendendo bene le qualità artistiche del figlio, lo incoraggiò a disegnare, e i suoi primi fumetti furono pubblicati sul giornale scolastico della Westfield High School.
Dopo aver frequentato la Grand Central School of Art di New York, Chas iniziò a lavorare per il magazine True Detective, dove aveva il compito di ritoccare le foto dei cadaveri, eliminando il sangue, anche se lui apprezzava di più gli originali…

Nel 1932 pubblicò la sua prima vignetta sul New Yorker, con cui collaborò fino alla sua morte, da libero professionista.

Anche se Chas si recava nella sede del giornale solo per consegnare le vignette, alcuni colleghi si ricordano bene di lui e ne fanno un ritratto forse inaspettato.

Probabilmente molte persone sono convinte – considerando il mondo immaginario di Addams, popolato da sociopatici – che Chas avesse anch’egli qualche problema psichiatrico. Ad alimentare questa teoria ci fu anche una leggenda metropolitana, secondo la quale il vignettista andava regolarmente a dei controlli di sanità mentale, perché aveva fatto propri i demoni dei suoi personaggi.

Tutto ciò non è assolutamente vero, anzi: Charles Addams veniva considerata una persona “tollerante e pacifica”, che usò il suo talento per mostrare l’ambivalenza dell’animo umano. Le situazioni che descrive Chas sono familiari, ma con valori invertiti: gli impulsi aggressivi e talvolta omicidi, diventano la norma. L’artista riusciva a rendere l’orrore esilarante, ma non solo.

Anche se inquietante, la sua Famiglia Addams è comunque accogliente: i suoi diabolici membri fanno riflettere sui valori della classe media americana, inducendo il lettore/spettatore a condividere, almeno per un poco, quelli meno rassicuranti dei protagonisti.

Charles Addams, che aveva celebrato il suo terzo matrimonio in un cimitero per animali, quando morì, nel 1988, volle che le sue ceneri fossero sepolte nella sua proprietà, proprio in un’area destinata alla sepoltura di animali.

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Annalisa Lo Monaco

Appassionata di arte, romanzi gialli e storia, ha scoperto che scrivere può far viaggiare tutto il mondo da una sedia!