Dell’Antico Egitto ci sono giunte numerose testimonianze storico/archeologiche grazie alle rovine risalenti al tempo degli antichi Faraoni. Di queste, le Mummie, le Piramidi, la Valle dei Re, il Tempio di Luxor e molti altri, sono entrati nell’immaginario collettivo come identificativi di un’epoca storica che durò un lasso temporale amplissimo, dall’Egitto predinastico sino all’epoca Tolemaica, quasi 4 millenni dopo. 4.000 anni di storia identificano un’epoca di profondi cambiamenti dell’Egitto, cambiamenti che possiamo ravvisare anche nelle Mummie, testimonianze funebri di valore scientifico eccezionale. Molte di queste ci sono giunte distrutte o semi-distrutte dai saccheggiatori di tombe, mentre altre sono scampate alla distruzione e ci consegnano un carico di informazioni preziosissime su una civiltà a noi ormai lontanissima.

Sekenenra Ta’o II, (chiamato anche Sekenenra Taa) al Museo del Cairo, in Egitto. Fu un Faraone della XVII dinastia che venne ucciso sul campo di battaglia. Nella fotografia si vedono i segni del colpo d’ascia sulla parte alta della fronte e i fori, probabilmente effettuati con una lancia, che lo uccisero definitivamente.

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La Regina Anhapou, a destra, e una donna sconosciuta, a sinistra, conservate al Museo del Cairo, in Egitto. La fotografia evidenzia le tecniche distruttrici di ispezione archeologica delle mummie all’inizio del XX secolo.

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Nel sarcofago una mummia giace completamente avvolta dalle bende di lino, che vennero distrutte nella parte centrale per cercare oro e altri oggetti preziosi all’interno. La mummia è conservata al museo del Cairo.

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Sotto, la mummia che si ritiene essere del principe Ouabkhousenou, conservata al Museo del Cairo, in Egitto. La spaccatura del cranio e l’apertura nel petto non sono avvenute in battaglia, ma furono operate dai saccheggiatori alla ricerca di oro e oggetti preziosi.

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Ramesse VI conservato al museo del Cairo. La fotografia evidenzia quanto fossero grezze le tecniche di ispezione delle bende durante la fine dell’800, quando ogni mummia che veniva scoperta veniva letteralmente sbendata senza alcun criterio, distruggendo un patrimonio storico e scientifico antico migliaia di anni.

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Sotto, la mummia di Sitra, che si pensa fosse la suocera di Seti I, durante la XIX dinastia.

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La mummia del nobile Egizio Yuya, suocero del Faraone Amenofi III, dai tratti somatici perfettamente conservati. A lui e sua moglia, Tuya, nonostante non si trattasse di Faraoni, venne dedicata una Tomba nella Valle dei Re, la KV46.

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Una mummia sconosciuto al Museo del Cairo. Inizialmente le mummie venivano posizionate in verticale per essere fotografate, una tecnica di documentazione distruttiva oggi naturalmente non più utilizzata.

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Sotto, la mummia del Faraone Tutankhamon. Dai test del DNA e dalle Tac effettuate i ricercatori sono riusciti a ricostruire il volto e le cause della morte del Faraone Bambino.

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Sotto, la mummia della Nonna di Tutankhamon, che avrebbe svelato la storia genetica dell’antico faraone egizio:

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli è un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porta la cravatta o capi firmati, e tiene i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa sua, lo hanno disegnato così...